Lo sfogo di Padre Amorth: «Troppi usano impropriamente il mio nome»

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Padre Amorth non ci sta: riservato e schivo, non tollera più l’inflazione che del suo nome e della sua opera si sta arbitrariamente facendo sui media, in Rete soprattutto. «Vengo sempre più a conoscenza che un numero crescente di persone, sacerdoti e laici, si presenta sulla stampa e in Internet come se si trattasse di miei stretti collaboratori». Questi, invece, «sono pochissimi e fidati, non si presentano in pubblico né si fanno pubblicità profittando della mia persona, ma vivono in estrema riservatezza e discrezione».

Il chiarimento (e lo sfogo) di Padre Amorth

E nel precisare la sua assoluta estraneità a moltissime delle iniziative a lui intestate e strumentalizzate, specie su Internet, Padre Gabriele Amorth, uno degli esorcisti più famosi al mondo, che esercita il suo ministero nella diocesi di Roma, aggiunge anche: «Invito a diffidare di chiunque si presenti come fosse da me autorizzato e a diffidare anche di siti che si presentano come da me gestiti o di pubblicazioni attribuite a me, ma da me mai esplicitamente autorizzate né conosciute, se non dopo la loro realizzazione». Non solo: il sacerdote esorcista ha spiegato di essere venuto a conoscenza di casi in cui qualcuno è addirittura arrivato a presentarsi come suo stretto collaboratore, mentre, smentisce Padre Amorth una volta per tutte, magari si tratta di «persone incontrate solo per un colloquio e per una benedizione, che hanno chiesto infine di fare una fotografia con me o una ripresa video, ponendo poi tali foto e video su Internet, per accreditarsi come miei collaboratori, mentre in realtà non lo sono; mi hanno anche attribuito parole che non ho mai detto. Talvolta sono stati pubblicati anche libri, a me ascritti, ma che io non ho mai direttamente contribuito a redigere e di cui sono venuto a conoscenza solo a pubblicazione avvenuta».

Una strumentalizzazione a 360 gradi

«Addirittura – ha aggiunto l’esorcista – vi sono pagine Facebook che io non ho mai curato e di cui non sono responsabile e nelle quali non si nega chiaramente la mia paternità. Si è anche verificata spesso la divulgazione di dichiarazioni a me attribuite, ma che in realtà io non ho mai fatto, o che sono state presentate in maniera distorta o estrapolate dal contesto generale del discorso da me fatto. Così perdevano il loro significato. Anche catechesi o ritiri di preghiera, da me diretti in alcune case, sono stati talvolta strumentalizzati, per incassi personali, e posti poi su Internet per accreditare o pubblicizzare il gruppo che mi aveva invitato». Una rettifica a 360 gradi, quella del sacerdote esorcista, che punta a chiarire una volta per tutte la situazione, nella speranza di sgomberare finalmente il campo dagli equivoci e dallo sciacallaggio mediatico. «Mi giunge voce anche di associazioni caritative che portano il mio nome e che si presentano come da me fondate o approvate, di cui io ero invece del tutto ignaro. Dichiaro che i miei stretti collaboratori, che sono pochissimi e fidati, non si presentano in pubblico né si fanno pubblicità profittando della mia persona, ma vivono in estrema riservatezza e discrezione». Una rettifica e una conclusione, quelle di Padre Amorth, che non lasciano adito ad ulteriori – possibili? – strumentalizzazioni…