Nuovi dati sulle tasse, figuraccia di Renzi: gli italiani soffrono più di tutti

«Non vediamo ancora i tanto attesi effetti concreti della riforma della P.a all’insegna della semplificazione. Tanti decreti Madia che si susseguono, ma scarsi o nulli effetti di reale cambiamento». Così il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. Per l’86% degli imprenditori resta la complessità delle procedure amministrative. Siamo lontani dalla media del 62% registrata nell’Ue. Solo per gestire gli adempimenti fiscali servono 269 ore l’anno, 92 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse.

I dati delle tasse “ammazzano” lavoro e famiglie

Sul fronte del lavoro, prosegue Merletti parlando all’assemblea nazionale della Confartigianato, non possiamo non rimarcare il profondo gap che ci divide dai maggiori Paesi industrializzati: in Italia il cuneo fiscale sul costo del lavoro dipendente arriva al 49% e supera di 13 punti la media Ocse. Con queste percentuali è davvero difficile rimettere in moto l’occupazione».

«Lo spread fiscale tra Italia e Ue è sempre troppo elevato: 28 miliardi nel 2015. In pratica, gli italiani pagano 461 euro di tasse a testa in più l’anno rispetto alla media europea. E il total tax rate, cioè la somma di tutte le imposte e tasse pagate dall’impresa al lordo dei profitti, è pari al 64,8%, il più alto in Europa», aggiunge Merletti.