“Narcos” ai Castelli romani: confiscati beni per 43 milioni di euro

A due anni dal sequestro arriva oggi la confisca dei beni per il valore di 43 milioni di euro nei confronti del cosiddetto “gruppo Anderlucci”, una banda criminale, in stile Narcos latinoamericana, dedita al traffico di droga in particolare ai Castelli Romani. I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno confiscato 18 aziende, 9 immobili, 8 auto e moto, e 27 rapporti finanziari riconducibili a Sergio Anderlucci, considerato il capo dell’organizzazione criminale. L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Velletri Francesco Prete e dal pm Giovanni Taglialatela, attraverso indagini patrimoniali avviate nel 2013 ha confermato l’esistenza di un gruppo criminale che, attingendo risorse anche ma non solo dalla droga, ha costituito società con sede prevalentemente ad Albano Laziale e operanti in vari settori economici.

Operavano in stile Narcos tra Albano e Genzano

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire la fitta rete degli interessi commerciali e l’entità degli investimenti, sempre nell’area dei Castelli Romani, tra Albano e Genzano, con l’utilizzo di prestanome o parenti compiacenti. «Se non fosse intervenuto, provvidenzialmente, il sequestro di prevenzione – scrive il giudice della Prevenzione, che ha confermato le accuse dei pm -, verosimilmente l’intero “marchingegno” sarebbe andato a buon fine senza che ne rimanesse traccia…l’intero meccanismo permetteva al gruppo di non versare (come in effetti non ha mai versato) imposte allo Stato». Il Tribunale ha disposto anche la sorveglianza speciale nei confronti di 5 persone, con l’obbligo di soggiorno per 3 di loro.