La minoranza dem: «Verdini è come Attila, dove passa lui muore il Pd»

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«Verdini è come Attila, dove passa lui muore il Pd». La lucida analisi è di Miguel Gotor, senatore della minorava dem, che in un’intervista al Corriere della Sera fa notare che «Zedda è l’unico sindaco che vince al primo turno, difendendo l’unità del centrosinistra. Noi invece non sfondiamo a destra e produciamo una rottura a sinistra, che finisce nell’astensione e nel M5S».

Gotor: Verdini è come Attila

Per i candidati Giachetti, Sala e Fassino – dice Gotor – la partita è aperta e noi ci siamo, come nel primo turno. Consapevoli che servono al Pd grinta e umiltà. Roma e Torino dimostrano che i Cinquestelle sono il sintomo di un problema, che va ascoltato. Noi invece abbiamo impostato una campagna fondata sulla demonizzazione, neanche fossero i nuovi barbari». Il senatore antirenziano si dice sorpreso dell’ottimo risultato di Parisi a Milano, «la destra unita è competitiva più che mai. E mi colpisce che Giachetti vince solo ai Parioli e al centro di Roma. Alla Barriera Milano di Torino passiamo dal 55% al 35%. Dati impressionanti. Segnali profondi che ci devono invitare all’umiltà», prosegue Gotor secondo cui «è finito il tempo dell’arroganza».

Renzi ha sbagliato

Non mancano le frecciate a Matteo Renzi. Sull’apertura del congresso democratico, spiega il senatore dem, «ora siamo impegnati nei ballottaggi, ma da tempo abbiamo posto il problema che è difficile governare e fare al tempo stesso il segretario. Il Pd è un fiore che va coltivato, non un mero strumento di governo trasformato in un comitato elettorale». La minoranza è pronta alla battaglia: «Un altro errore è usare il referendum come elisir – conclude Gotor – è un tema che interessa poco i cittadini e giugno viene prima di ottobre. Far finta che le amministrative non ci fossero è stato un errore».