Milano, è innocente ma si fa 5 mesi di carcere. Interviene la Cassazione

In pochi, forse, ricordano il calvario giudiziario dell’avvocato Luigi Pelaggi, l’ex-funzionario di governo arrestato nel gennaio di due anni fa per una presunta tangente ma in seguito completamente scagionato dalla procura di Roma. A distanza di due anni e mezzo la Procura generale della Cassazione su quel caso vuole vederci chiaro e perciò ha aperto un procedimento sui magistrati milanesi che se ne occuparono.

Pelaggi fu arrestato per tangenti. Ma la GdF lo aveva già scagionato

In particolare – secondo quanto riportato dalla Stampa di Torino – la Cassazione vuole capire come mai la relazione della Guardia di Finanza che scagionava Pelaggi da qualsiasi responsabilità, pur allegata agli atti, non sia mai stata presa in considerazione dai magistrati e dai giudici che si sono succeduti nella trattazione del caso: i quattro pm milanesi che hanno svolto l’inchiesta, l’allora aggiunto Robledo e i sostituti Basiloni, Filippini e Pirrotta, i gip che hanno emesso il provvedimento restrittivo e lo hanno convalidato (respingendo ben tre richieste di scarcerazione e, infine, i giudici del tribunale del Riesame. Ben altra musica a Roma, dove il pm Paolo Ielo, ha immediatamente chiuso l’incresciosa vicenda.

Nel mirino della Cassazione la Procura di Milano

Pelaggi che, ha dovuto passare cinque mesi di prigione, venne nominato Commissario straordinario del sito di Pioltello, nel Milanese, con l’incarico di portare a termine la bonifica di un’area di oltre 300 mila metri quadri, con la rimozione e lo smaltimento di 300 mila tonnellate di rifiuti speciali, sospesa dopo l’arresto di Giuseppe Grossi, uno dei vincitori dell’appalto originario. Un’operazione che il Commissario portò a termine in un anno – dal maggio 2010 al giugno 2011 – riuscendo così ad ottenere l’archiviazione della condanna dello Stato italiano da parte della Commissione europea ad una multa per oltre 670 milioni di euro. Vicenda per la quale, paradosso nel paradosso, ora Pelaggi è accusato di truffa nei confronti dello Stato. Comunque sia, sarà l’iniziativa della Cassazione a ristabilire chiarezza e verità.