Milano, debutto in periferia della giunta Sala. Tra le contestazioni

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Debutto in periferia per la giunta del nuovo sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ma tra le contestazioni. Il sindaco ha voluto mantenere la promessa fatta in campagna elettorale di tenere la prima riunione con i suoi assessori al quartiere popolare del Giambellino, dove era stato contestato da candidato. Gli antagonisti e alcuni rappresentanti del Comitato abitanti Giambellino-Lorenteggio, in tutto una trentina di persone, sono tornati a contestarlo mentre la giunta, dentro la Casetta verde di via Odazio, luogo polifunzionale di aggregazione sociale, teneva il suo primo incontro. I manifestanti hanno protestato in particolare contro la politica degli sfratti, degli sgomberi e dei pignoramenti, controllati dalle forze dell’ordine. Per il nuovo sindaco di Milano tenere la prima giunta al Giambellino “è tutto meno che una sceneggiata”, ha detto replicando alle affermazioni del governatore lombardo Roberto Maroni, secondo cui Sala “ha qualcosa della Giunta precedente da farsi perdonare, sennò non enfatizzerebbe” questa scelta del Giambellino. “Vedrete a breve quello che faremo per le periferie”, ha aggiunto Sala spiegando che, dopo le parole, “è il momento della concretezza” con l’obiettivo di non avere più case sfitte, di proprietà del Comune, entro due anni. “La sfida a Maroni è su questo tema, anche le case popolari della Regione dovranno essere assegnate – ha ribadito -. Milano non può continuare ad avere una macchia non di immagine, ma di vita vera. Troveremo il modo di fare un incontro con la Regione in periferia”. Qualche contestazione anche al termine della riunione con Sala che non si è fermato a parlare con una decina di antagonisti che lo hanno seguito fino alla sua macchina, protetta da un cordone di Polizia, urlandogli “Pinocchio non volevi parlare con le periferie?”.