Il Mein Kampf sabato in edicola con il Giornale. Polemiche in tutta Italia

FacebookPrintCondividi

Polemiche – prevedibili – dopo che il Giornale ha deciso di regalare una copia del Mein Kampf, da sabato, a chiunque acquisterà una copia del quotidiano. In realtà l’operazione è più complessa, e rientra in operazioni culturali che il quotidiano fondato da Indro Montanelli ha sempre compiuto. Il Giornale, infatti, dopo aver allegato La storia del fascismo di Renzo De Felice, e altre collane storiche, adesso inizia la pubblicazione di una serie di volumi dedicati al Terzo Reich. Il primo titolo è Hitler e il Terzo Reich. Ascesa e trionfo di William Schirer, acquistabile a 11,90 euro. In più ci sarà il Mein Kampf nell’edizione originale, pubblicata in Italia da Bompiani nel 1934, con la prefazione critica di Francesco Perfetti. La comunità ebraica protesta: «Sono molto perplesso. Questo è un libro che non si può regalare con un giornale, come se fosse un romanzo da leggere sotto l’ombrellone, ma è un testo che va maneggiato con molta cura. Se vogliamo leggerlo e studiarlo, facciamolo, ma con i mezzi culturali necessari», ha osservato Ruben Della Rocca, vicepresidente della comunità ebraica romana». Da parte sua il deputato del Pd Emanulele Fiano, che ad Auschwitz ha perso buona parte della sua famiglia, dice: «Penso sia sbagliato, offensivo versola memoria dei morti e al limite della collaborazione con quell’ideologia. Non è un testo che può essere pubblicato, addirittura regalato, così alla leggera. Che bisogno c’era un’operazione del genere?». Il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche in Italia Renzo Gattegna sostiene che «la distribuzione gratuita nelle edicole del Mein Kampf, domani accompagnato al quotidiano Il Giornale, rappresenta un fatto squallido, lontano anni luce da qualsiasi logica di studio e approfondimento della Shoah e dei diversi fattori che portarono l’umanità intera a sprofondare in un baratro senza fine di odio, morte e violenza. Bisogna dirlo con chiarezza: l’operazione del Giornale è indecente. E bisogna soprattutto che a dirlo sia chi è chiamato a vigilare e a intervenire sul comportamento deontologico dei giornalisti italiani», conclude Gattegna.

Il Mein Kampf è tornato nelle librerie dopo 70 anni

Da notare che alla scadenza dei diritti – il 31 dicembre 2015 – in Germania il libro del Fuehrer tornato nelle librerie dopo 70 anni con un’edizione commentata di circa 2000 pagine che ha scalato le classifiche. Il quotidiano milanese da parte sua ha così spiegato la scelta editoriale: «La scelta di allegare il Mein Kampf alla collana di opere sul nazismo in edicola da sabato con il Giornale (otto volumi a 11,90 euro più il prezzo del quotidiano) fa discutere. Ma il libro-manifesto della follia xenofoba e antisemita di Adolf Hitler è un documento fondamentale per capire l’orrore della Seconda guerra mondiale e della Shoah. Il politologo Giorgio Galli, esperto dei legami tra nazismo ed esoterismo, spiega le origini del libro più maledetto della storia: “Hitler fu l’ultimo teorico della guerra tra razze. Questo libro non ha nulla di proibito e vietarlo lo ha reso solo più interessante”». Il giorno prima in un altro articolo sul Giornale Matteo Sacchi aveva così concluso il suo articolo Il Mein Kampf ritorna. Ma come oggetto di studio: «Insomma in Germania, e non solo, che si tratti del Mein Kampf o di libri che ricostruiscono la vita del Führer ora per ora come Das Itinerar (edito dalla Berliner Story Verlag, e frutto della fatica di Harald Sandner) o di romanzi/film parodia come Lui è tornato, Hitler resta un personaggio che incuriosisce e divide. Forse è proprio per questo che va studiato e non nascosto». Dall’articolo in questione apprendiamo anche che «dopo la Seconda guerra mondiale vennero distrutti milioni di copie della “Bibbia del nazionalsocialismo”. I diritti editoriali vennero affidati al länder della Baviera che ha vietato qualsiasi edizione non a scopo strettamente scientifico. I diritti sono però scaduti il 31 dicembre 2015 e questo ha dato il via a un fenomeno di ritorno di interesse sul testo, quasi maniacale. È andata così per l’edizione tedesca commentata e scientificamente corretta tornata nelle librerie tedesche dopo 70 anni di damnatio memoriae». Adesso probabilmente anche le copie del Giornale andranno a ruba.