Marine, troppo duro per le donne l’addestramento: 6 su 7 lasciano

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Trazioni, flessioni, sollevamento di carichi di munizioni stanno infrangendo il sogno della prima linea per le donne soldato arruolate nel corpo dei Marine (United States Marine Corps). Caduto il tabù dei ruoli per soli uomini, resta ora il problema di come mettere sullo stesso piano, soprattutto a livello di sforzo fisico, i soldati di entrambi i sessi. Secondo i dati del Pentagono, dopo un addestramento di 45 giorni, sei reclute donne su sette non hanno superato le prove fisiche. Tra gli uomini, invece, non sono risultati idonei fisicamente 40 su 1.500. Il mancato superamento dei test fisici non vuol dire però appendere l’uniforme al chiodo, ma comporta essere “degradati” a ruoli meno esigenti a livello fisico. L’alto tasso di fallimento tra le donne pone comunque un problema, ossia può mettere a rischio il processo d’integrazione, soprattutto nelle unità di fanteria dove l’impegno fisico richiesto è notevole. Nonostante ciò il corpo dei Marine non abbasserà gli standard per consentire alle donne di superare i test.

Il corpo dei Marine risale al 1775

Il corpo dei Marine americani risale addirittura al 1775, ma nei primi anni si occupava principalmente di sicurezza sulle navi e di operazioni anfibie. Fu durante e dopo la guerra di Secessione che i Marine divennero il corpo che oggi tutti conosciamo. Per i nostri standard, è un corpo gigantesco: 203mila soldati in servizio e 40mila nella riserva, mentre le tre forze armate italiane raggiungono i 175mila elementi. L’addestramento totale oggi ha una durata complessiva di 11 setttimane, divise a loro volta in tre fasi. Nella prima fase, che dura tre settimane, le reclute affrontano addestramenti fisici durissimi, fanno percorsi di guerra e seguono corsi di teoria su argomenti militari. Nella seconda fase, che dura sei settimane per gli uomini e sette per le donne, e che è quella a cui si riferiscono i dati in oggetto, le reclute si addestrrano, oltre che in percorsi di guerra, soprattutto con il tiro a segno con il fucile d’assalto M16 e con il fucile da battaglia M14, affrontando anche eoperazioni anfibie pesantemente equipaggiate. In questa fase è previsto anche un addestramento tattico. Nella terza fase, infine, si compiono i perfezionamenti e gli esami finali. Ma non è finita qui: tutti coloro che hanno superato gli esami e ottenuto così l’ambito distintivo del corpo, l’aquila, il globo e l’ancora, dopo una breve licenza riprendono le esercitazioni presso la prestigiosa School of Infantry Camp Lejenue, con lezioni ed esercitazioni sull’uso di armi pesanti, sul sabotaggio e sulle tattiche d’assalto. Al termine il marine scegle la propria Military occupational specially, ossia il la sua specialità per la quale sarà ulteriormente addestrato. Niente da stupirsi se non tutti resistono.