Marco Affatigato arrestato a Nizza per bancarotta fraudolenta e truffa

Era inseguito da ben quattro mandati di cattura internazionali per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla truffaMarco Affatigato, irreperibile dal 2013 ma latitante dal 2015, è stato arrestato la sera di sabato scorso in un albergo nei pressi della stazione di Nizza, nel sud della Francia, dove si occupa di consulenze commerciali, dagli uomini della sezione antirapina della squadra mobile di Lucca, sua città natale, grazie ad una serie di indagini. Affatigato, che viveva ad Antibes, ad una ventina di chilometri da dove è stato ammanettato, non ha opposto resistenza al momento dell’arresto. Anzi avrebbe detto agli uomini che lo ammanettavano che era già sua intenzione consegnarsi. Ha solo chiesto di avvisare, con una certa delicatezza, la madre anziana che vive tuttora a Lucca.
Affatigato, il cui nome era stato legato, fra l’altro, anche ad alcune inchieste sul terrorismo e alla sua appartenenza al gruppo Ordine Nuovo, ha lavorato, per sua stessa ammissione, nel corso degli anni, con i Servizi segreti francesi, lo Sdece, e con quelli americani ma è stato anche accusato di traffico d’armi e, poi, scagionato perché risultato essere un agente provocatore per conto di alcune agenzie di intelligence.
Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche, gli investigatori sono riusciti a seguire un conoscente con il quale Affatigato aveva appuntamento in un albergo di Nizza e lì, grazie alla collaborazione con la gendarmeria francese, è scattato il blitz che, sabato sera, attorno alle 21, ha portato all’arresto per reati per i quali dovrà scontare più di 8 anni.
La vicenda ruota attorno alla bancarotta fraudolenta della società Commercial Key per i quali Affatigato doveva scontare 3 anni e 3 mesi, condanna alla quale si sono poi, via via, aggiunte numerose denunce per truffe nel periodo in cui l’uomo aveva fondato l’associazione Aduc Lucca che si occupava di servizi agli utenti, servizi riscossi e mai erogati.
In realtà Affatigato era stato inizialmente condannato a tre anni ma, poi, la pena era stata cancellata dall’indulto. Tuttavia ulteriori condanne avevano portato all’annullamento della cancellazione della pena che, di conseguenza, era stata sommata a tutti gli altri reati portando la condanna complessiva a otto anni e otto mesi. Quelli che, appunto, dovrà scontare ora Affatigato una volta trasferito in Italia.
Sessant’anni, esponente di Ordine Nuovo dal 1973 al 1976, accusato e condannato quell’anno a 4 anni e sei mesi di carcere per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista e, un anno dopo, a 3 anni e sei mesi per favoreggiamento di Mario Tuti che nel 1975 aveva ammazzato due carabinieri, Marco Affatigato ha avuto una vita più che avventurosa: è stato latitante in Inghilterra, Belgio, Francia, Corsica, Libano, Algeria, Tunisia e Nicaragua e il suo nome è stato associato alla strage di Ustica perché una telefonata anonima segnalò la sua presenza sul volo Itavia che si era inabissato in mare. Solo più tardi la magistratura scoprì che quella falsa telefonata era stata fatta dall’allora capocentro del Sismi di Bologna, il colonnello dei carabinieri Federico Mannucci Benincasa, al quale era stato chiesto di coinvolgere Affatigato in un «fatto grave che sarebbe avvenuto a Bologna».
Non contento, Mannucci Benincasa depisterà nuovamente indicando successivamente Affatigato come autore della strage di Bologna. Per questa vicenda, lo stesso Mannucci Benincasa, il generale Santovito, e altri appartenenti al Sismi saranno condannati dalla Corte di Assise di Bologna insieme a Licio Gelli e Francesco Pazienza per il reato di calunnia aggravata nei confronti di Affatigato. Dopo un’altra serie di disavventure che lo vedono finire in carcere in Francia, con l’accusa di furto aggravato di documenti d’identità si scopre che ha collaborato fra il ’79 e l’80 con i Servizi segreti francesi di Alexandre de Marenches e con quelli statunitensi: era stato infiltrato in una cellula terroristica internazionale promossa e gestita dagli iraniani di Ruhollāh Mustafa Mosavi Khomeyni. Una collaborazione che gli varrà, fra l’altro, una medaglia per i servigi resi alla Francia per averla protetta da attentati terroristici di palestinesi, baschi e, perfino dal gruppo di Carlos lo Sciacallo.
Torna sotto scacco quando Pierluigi Vigna lo accusa di associazione sovversiva, accusa alla quale si sottrae riparando in Francia fino a quando la faccenda finisce in una bolla di sapone. Torna di nuovo in Italia dove nel 1994 viene accusato di traffico d’armi insieme ad alcuni croati. Verrà assolto «per non aver commesso il fatto» quando si scoprirà che Affatigato era parte attiva dell’operazione di polizia che doveva incastrare i croati i quali volevano vendere 400 chili di esplosivo Tnt militare ad una famiglia mafiosa catanese. Ora l’ultimo arresto di una vita a dir poco movimentata.