L’Isis sotto attacco annuncia: «Faremo saltare in aria le grandi piramidi»

L’Isis sta perdendo terreno ovunque, dall’Iraq alla Siria alla Libia, ma non rinuncia ai suoi annunci mirabolanti: i miliziani dell’Isis hanno minacciato di distruggere le piramidi in Egitto in un video diffuso in rete in cui viene mostrata la demolizione con l’esplosivo del tempio babilonese di Nabu, in Iraq, risalente a 2.500 anni fa. Le immagini sono state fatte circolare dal sito di monitoraggio Vocativ. Le scene finali del video mostrano la grande piramide di Giza, vicino al Cairo, mentre un jihadista afferma che verranno fatti saltare in aria «gli antichi siti costruiti dagli infedeli». E sempre in Egitto, l’ala egiziana dell’Isis ha rivendicato l’attacco contro le forze della polizia egiziana avvenuto lunedì a Damietta nel nord del Paese. Lo riferisce il Site, il gruppo di monitoraggio delle attività jihadiste sul web. Nella rivendicazione, apparsa sui social network, i jihadisti affermano che «vari atei della polizia, tra cui alcuni alti in grado, sono stati colpiti. A seguito degli scontri con la polizia a Ras el Bar ci sono stati vari morti e feriti fra gli atei, fra cui il generale Mustafa Mokbil, direttore della sicurezza di Damietta», prosegue il comunicato dello Stato Islamico, rivendicando anche un altro «attacco a Dakahlia, contro un veicolo su cui viaggiava il responsabile capo della sicurezza». Nell’attacco-imboscata a Damietta, secondo le autorità egiziane citate dalla Mena, sono rimasti feriti il vicedirettore della sicurezza e due militari di leva.

L’Isis sotto attacco anche in Libia

E mentre le forze alleate conquistano la base aerea di Sirte, appelli all’unità tra i libici, l’approvazione dell’accordo sul governo di unità nazionale da parte di tutte le realtà locali, fino al dossier caldo della rivalità fra le forze armate, sono stati i temi al centro dell’intervista di Sky News Arabiya dell’inviato Onu per la Libia Martin Kobler. «L’Onu, la Lega Araba e l’Unione Africana stanno seguendo la crisi libica con appelli all’unità tra i libici», ha detto Kobler chiedendo che si crei un «esercito libico unificato che affronti Daesh». Il diplomatico ha ricordato che l’accordo politico di Skhirat prevede nell’articolo 8 che le funzioni di Comandante supremo dell’Esercito libico siano svolte dal consiglio presidenziale guidato da Sarraj. Kobler ha poi annunciato che intende convocare una riunione con il presidente della Camera dei deputati di Tobruk Akila Saleh e Fayez al Sarraj, ma non ha fissato una data precisa. Il Parlamento di Tobruk non ha ancora votato la fiducia all’esecutivo sostenuto dall’Onu. Per quanto riguarda la situazione in Iraq, fonti militari governative irachene affermano che le forze lealiste sono avanzate nella periferia sud di Falluja, roccaforte dell’Isis a ovest di Baghdad, ma non si hanno conferme indipendenti. Secondo un comunicato del ministero della difesa di Baghdad, citato dalla tv panaraba al Jazira, le forze speciali irachene si stanno facendo strada verso il sobborgo di Shuhada. Nonostante l’assedio imposto da tre settimane alla città, le difese dell’Isis resistono e non si ha la possibilità di verificare in maniera indipendente le notizie che giungono dalle autorità militari di Baghdad.