L’indiscrezione: ecco l’intesa segreta tra M5S e Lega per cacciare Renzi

L’ “intesa” tra Lega e  M5S per i ballottaggi in funzione anti-Renzi potrebbe andare anche oltre il 19 giugno, comprendendo sia la sconfitta del premier al referendum confermativo di ottobre sia la gestione di un eventuale dopo-Renzi. A raccogliere l’indiscrezione è il quotidiano on line Affaritaliani.it.  «Fonti di entrambi i movimenti – si legge in un articolo di Alberto Maggi – parlano di un lavoro, dietro le quinte, per costituire un unico comitato nazionale per il no al referendum istituzionale di ottobre. Una sorta di convergenza, da posizioni distanti, per ottenere l’obiettivo comune: la bocciatura delle riforme costituzionali del governo e la caduta di Renzi». Se Renzi effettivamente perdesse, che cosa accadrebbe dopo? «È evidente – si legge sempre su Affaritaliani –  che sarà impossibile andare alle elezioni subito, sia per la Legge di Bilancio da approvare entro fine anno sia per il fatto che l‘Italicum varrebbe solo per Montecitorio mentre per Palazzo Madama resterebbe in vigore il Consultellum». A quel punto l’esito più prevedibile sarebbe la nascita di un governo di larghe intese. Ma Lega e M5S starebbero pensando a un’altra possibilità: «L’ipotesi sul tavolo è quella che M5S e il Carroccio, congiuntamente, avanzino al Capo dello Stato la richiesta di un “governo di emergenza nazionale”. Di fatto, un esecutivo tecnico e non politico, magari guidato da Raffaele Cantone, che non sia colorato politicamente e che abbia come compito solo quello di chiudere la Legge di Bilancio senza stravolgimenti e di riscrivere la legge elettorale garantendo la governabilità in entrambi i rami del Parlamento (che resterebbero immutati con il no al referendum). Il tutto per poi andare alle urne per le Politiche nella primavera del prossimo anno». Staremo a vedere. Di qui al prossimo autunno e anche dopo potrebbero accadere tante cose. Di certo non tira una bella aria per Renzi.