Lettieri: «Ho la coscienza a posto, non so se resterò in Consiglio comunale»

«Non si può lasciar decidere del futuro della città a 3 persone su 10». Lo dice Gianni Lettieri, sconfitto al ballottaggio, commentando i risultati delle comunali a Napoli e l’astensionismo. «Vuol dire che c’è gente che è rassegnata, invece il loro voto è prezioso. Devono smetterla di abituarsi alle cose – aggiunge Lettieri – come ho fatto io, perché abituarsi porta alla rassegnazione che genera apatia, da cui derivano inerzia e indifferenza. L’indifferenza soffoca l’istinto alla reazione, ma io non mi abituo e ho deciso di combattere per la città».

Lettieri: io ho la coscienza a posto

«Ho la coscienza a posto, sono un imprenditore che ama Napoli e i napoletani e che si è impegnato in una cosa a prescindere dai partiti, con un modello di città che è il migliore in assoluto», incalza Lettieri. «Domani potrò dire di essermi impegnato per la città e mi auguro che anche altri colleghi imprenditori, professionisti, che ci mettano passione senso civico per aiutare la città. Avevo deciso di regalare cinque anni della mia vita a Napoli, avrei finito a fare il sindaco a 64 anni. Ora mi riorganizzo». Una stoccata all’avversario: «È difficile capire De Magistris cosa dice, è più facile capire cosa non dice. Va avanti per la sua strada, ha i paraocchi, non ha un progetto di città. Non ho ancora deciso se resterò tutti e 5 gli anni in Consiglio, al momento ci sono. Non sono un politico, non voglio fare il politico. Sono un imprenditore e i prossimi 5 anni per me saranno di riorganizzazione, anche personale».