La leggenda della boxe ci ha detto addio: è morto Muhammed Ali

Muhammed Ali, il “Più Grande”, la leggenda della boxe è morto in un ospedale di Phoenix, in Arizona, dove era stato ricoverato il 2 giugno. Inizialmente per l’ex campione del mondo dei pesi massimi e oro olimpico a Roma ‘60 , non c’era stata eccessiva preoccupazione, le sue condizioni non erano state giudicate gravi, ma data l’età e il morbo di Parkinson, di cui era malato da trent’anni, i medici avevano scelto la strada della prudenza. L’ex Cassius Clay, che aveva lasciato la boxe nel 1981, era stato in ospedale diverse volte negli ultimi anni. L’ultima nel gennaio 2015, per una grave infezione alle vie urinarie, sebbene in un primo momento gli fosse stata diagnosticata una polmonite. Negli ultimi anni aveva ridotto al massimo le apparizioni pubbliche.. L’ultima volta, lo scorso 9 aprile, aveva voluto partecipare alla “Celebrity Fight Night” a Phoenix, per una raccolta fondi a favore della ricerca contro il Parkinson. Si capiva che era sofferente e molto fragile, sorretto per tutto il tempo e con il viso nascosto dietro un paio di occhiali scuri.

Muhammed Ali, il simbolo del pugilato elegante

E’ un momento di grande lutto nello sport- Muhammed Ali è stato infatti il simbolo del pugilato, l’eleganza, la classe. Tutti ricordano ol suo modo di incrociare i guantoni, di saltellare attorno all’avversario, di sorridere, anche di ironizzare. Le sue sfide sono rimaste storiche, in particolare quelle con George Foreman, altra leggenda della boxe. Il morbo di Parkinson gli è stato diagnosticato nel 1984 e ultimamente la sua salute era così peggiorata che poteva a fatica parlare. «Questa notte è morta una leggenda del pugilato», scrive The Guardian. Muhammed Ali riuscì a sconvolgere l’America non solo per i tre titoli dei pesi massimo conquistati ma per la conversione all’Islam (ndr. era il 1964) e il cambio del suo nome da Cassius Clay a Cassius X e poi a Muhammad Ali».