L’autopsia di Sara: era già morta quando Paduano le ha dato fuoco

Prima l’ha strangolata e poi le ha dato fuoco. Questa la drammatica fine di Sara Di Pietrantonio stabilita dagli esperti che hanno eseguito l’autopsia. La conferma è arrivata oggi a conclusione degli accertamenti autoptici, in particolare le analisi del sangue e dei polmoni. Sara, la studentessa universitaria romana di 22 anni, era già morta quando l’ex fidanzato Vincenzo Paduano, la notte tra il 28 ed il 29 maggio scorso, l’ha cosparsa di alcool dandole fuoco. A stabilirlo sono stati il medico legale Giorgio Bolino, il radiologo Carlo Catalano ed il tossicologo Giulio Mannocchi, esperti nominati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Maria Gabriella Fazi, titolari dell’inchiesta giudiziaria. Gli stessi avevano già stabilito che la morte della studentessa era avvenuta per strangolamento.

Si conferma inoltre che la ragazza temeva per la sua vita. Accanto agli accertamenti medico legali marciano spediti quelli tecnici sui telefoni cellulari di Sara e dell’ex fidanzato. La giovane aveva confidato ad una amica di temere le ritorsioni del vigilante. Agli atti dell’inchiesta c’è un messaggio vocale della ragazza inviato tramite whatsapp in cui esprime il timore di essere uccisa dopo una scenata del suo ex. Circostanze sulle quali Paduano sarà sentito prossimamente dai pm una volta conclusi tutti gli accertamenti tecnici. Domani, intanto, ci sarà la firma del nulla osta per la restituzione della salma di Sara alla famiglia. Oggi Alberto Di Pietrantonio, padre di Sara, ha voluto esprimere la propria gratitudine a quanti gli sono stati vicini ed a chi ha lavorato per ricostruire i fatti. “Gli amici di Sara – ha scritto in una lettera pubblica – si sono uniti in un abbraccio pieno di amore ed io li ringrazio tutti, ringrazio quanti stanno dimostrando il loro affetto con manifestazioni spontanee di solidarietà”. “Ringrazio – ha aggiunto – la dottoressa Monteleone anche per il suo appello fermo e profondo, la dottoressa Fazi, la polizia giudiziaria e tutti gli inquirenti che a vario titolo stanno attentamente e incessantemente operando”. “Mi sento anche di ringraziare – ha detto ancora il papà di Sara – il mio legale, il professor Mauro Bacci e tutti i nostri consulenti che, coordinati dalla dottoressa Giannetakis mi assistono con riserbo e professionalità. Ringrazio infine i rappresentanti della stampa che hanno dimostrato rispetto del nostro dolore e li invito a continuare a comprendere il nostro silenzio”.