La Brexit fa crollare le Borse europee. Milano perde il 12,48%

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La Brexit getta nel panico i mercati. Le Borse europee, con una perdita in questo momento dell’indice Stoxx 600 dell’8,7%, stanno segnando il peggior calo dall’ottobre del 2008 e dalle turbolenze del post LehmanLondra perde il 4,5%, Parigi l’8,4%, Francoforte va già del 7,1%, Madrid scivola dell’11,4%. Intesa lascia il 18,9%, Unicredit va giù dell’18,7%. A livello settoriale crollano soprattutto i titoli finanziari (-10,5%). Tra i colossi Ue Santander perde il 20%, Lloyds cede il 20,1, Bnp il 16,3%, Barclays lascia il 19,7%. Scivolano più di tutte le banche greche, con Alpha già del 29,2% ed Eurobank del 30%.

Calo storico per Piazza Affari

La Borsa di Milano  chiude con l’indice Ftse Mib in caduta del 12,48% a 15.723 punti, sotto soglia 16.000. E’ il maggior calo mai registrato a Milano, superiore anche al calo del 7,57% registrato l’11 settembre 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle.

La Brexit manda a picco anche Wall Street

Effetto Brexit anche su Wall Street che apre col Dow Jones che perde il 2,33% e il Nasdaq il 3,90%. In profondo rosso anche l’indice S&P500 che cede il 2,33%.

Brexit, le fosche previsioni di Morgan Stanley

Fosche le previsioni degli analisti economici sulle conseguenze della Brexit.  Un salto nel buio (Out into the unknown) che porterà “una prolungata incertezza politica ed economica” con “una sterlina più debole”, una “spinta sull’inflazione” ed una “battuta d’arresto sulla crescita”. È lo scenario che si presenta dopo il voto britannico a favore dell’abbandono dell’Ue secondo gli analisti di Morgan Stanley, che prevedono “politiche di stimolo monetario e fiscale” per affrontare una “recessione da referendum”. Sul piano politico, secondo gli analisti di Morgan Stanley, “è difficile dire se il partito Conservatore avrà ancora una maggioranza in Parlamento”, mentre, come effetto collaterale, ci potrà essere il rischio di un “secondo referendum sull’indipendenza della Scozia”. Inoltre, tenendo conto che l’Ue è il “partner commerciale principale del Regno Unito” gli analisti temono una “significativa riduzione nell’accesso al mercato”.

I due effetti immediati dopo il voto favorevole alla Brexit sono “un duro colpo per la sterlina”, in quanto “l’incertezza riduce l’interesse degli investitori esteri per le attività inglesi” ed una “battuta d’arresto per la crescita”, in quanto ci sarà una “riduzione degli investimenti ed un’aumento della propensione al risparmio”. Nel lungo termine invece gli analisti di Morgan Stanley prevedono una “economia meno aperta e più volatile, con una riduzione dei flussi di capitale e di lavoro ed un tasso di crescita potenziale più basso”.