I donatori di sangue in Italia sono meno di 2 milioni. Pochi i giovani

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Sono poco più di 1.700.000 i donatori di sangue italiani. Un numero che garantisce le terapie trasfusionali, anche se ancora pochi sono i giovani. Il contributo dei donatori di sangue al nostro Sistema sanitario è fondamentale perché consente di garantire, su tutto il territorio nazionale, le terapie trasfusionali, che rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). “Lo slogan che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto quest’anno per celebrare la giornata mondiale: Blood connectsusall, il sangue ci unisce tutti, evoca molti significati e stimola la nostra riflessione” dicono dall’Istituto Superiore di Sanità. Nel 2015 in Italia sono stati prodotti, secondo il report dell’Istituto Superiore di Sanita’, 2.572.567 unità di globuli rossi, 276.410 unità di piastrine e 3.030.725 unità di plasma. Sono stati trasfusi 8.510 emocomponenti al giorno e curati 635.690 pazienti (1.741 pazienti al giorno). L’83% dei donatori di sangue italiani lo fa in maniera periodica, non occasionale, spiega Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue. La fascia d’età dalla quale proviene la maggioranza dei donatori di sangue è rappresentata da persone in età compresa tra i 30 ed i 55 anni, una componente del corpo sociale destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni stando alle proiezioni demografiche. La percentuale di giovani che sul numero totale di donatori, nel 2015, si attesta al 31.67% (13.39% classe di età 18-25 anni, 18.28% classe di età 26-35 anni) è perciò ancora troppo bassa. Se si considerano i dati sull’invecchiamento della popolazione, infatti, tra il 2009 e il 2020, la riduzione dei donatori è stimata nel 4,5%. “È necessario agire con consapevolezza di fronte a questa prospettiva per assicurare il ricambio generazionale” conclude aggiunge Vincenzo Saturni, Coordinatore protempore CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari italiani sangue).