Follie italiane, Guede diventa all’improvviso una star del web (VIDEO)

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Paparazzato. Richiamato a centrare l’obiettivo dei fotografi come un divo da copertina: ma Rudy Guede non è una star del cinema o un asso del pallone, no: Rudy Guede è l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher; è il detenuto ivoriano che per il momento ha trascorso gli ultimi nove anni della sua vita in cella e che, lo scorso weekend, ha passato la sua prima notte fuori dall’istituto di pena viterbese Mammagialla, dove sta scontando la pena a 16 anni di reclusione. E intanto, tra un flash e un riflettore puntati di lui, sembra farsi sempre più concreta la possibilità che l’ivoriano possa chiedere la revisione del processo a suo carico.

Il permesso premio di Guede minuto per minuto

L’ultima beffa, quella del permesso premio concesso a Guede, di cui oggi i media si affrettano a resocontare commozione e ansia. E allora, è tutto un richiamo a quell’essere rimasto affacciato per ore a una finestra della sede dell’associazione di volontariato che lo ha ospitato nelle sue ore di libertà. Un ricamare su cosa ha fatto e cosa ha detto, sottolineando persino il rientro nel carcere di Viterbo alle 20 di domenica, con un’ora di anticipo sul termine fissato dal Tribunale di sorveglianza. E giù con lunghe dissertazioni sul fatto che, dalla finestra del Gavac (da solo, in una stanza singola) l’ivoriano ha osservato chi tornava da un festival culturale della zona, come raccontato da lui stesso a Daniele Camilli, portavoce del Centro per gli studi criminologici che lo segue. Racconti dettagliati di come Guede si sia intrattenuto e su cosa abbia mangiato, solennizzando – viene puntualmente riportato – la conclusione della libera uscita con una cena a base di pizza, e inaugurandola a colazione con un cornetto e un cappuccino portati da volontari.

Un weekend tra pranzi, incontri, abbracci

Non poteva mancare, poi, l’incontro con la signora Tiberi, la maestra che lo ha «cresciuto». «Una giornata di abbracci e di chiacchierate, durante la quale Rudy ha dimenticato la sua condizione di detenuto. Ha ripreso contatto con il mondo», ha spiegato ancora Camilli. E allora, tra le persone incontrate nelle 36 ore di permesso premio, non potevano mancare il criminologo Claudio Mariani e la moglie Cristiana Cardinali, tutor che segue il giovane per gli studi universitari. Già, perché come già il suo “collega” d’imputazione e di processo, Raffaele Sollecito, anche Guede il prossimo 16 luglio si laureerà: in storia con una tesi sui mass media contemporanea presso l’Università di Roma Tre, ma la cerimonia – segnalano sul web – si terrà nel teatro del carcere di Viterbo. Un traguardo, vale la pena ricordarlo, che alla povera Meredith è stato impedito di raggiungere…