Farage a Cameron: «L’uscita dall’Ue? Non sarà un disastro economico…»

La Commissione elettorale britannica ha prorogato i termini per la registrazione degli elettori alle liste di voto in vista del referendum sull’Ue del 23 giugno, scaduti in teoria alle 23.59 di ieri, dopo che il sito era rimasto bloccato per un intoppo tecnico nelle ultime due ore. La figuraccia aveva indotto alcuni leader dell’opposizione, il laburista Jeremy Corbyn e il Libdem Tim Farron, a chiedere una proroga e a denunciare l’esclusione di alcuni elettori, con addirittura il rischio di un impatto sul risultato. Il governo aveva provato a giustificare il blocco col sovraffollamento del sito, rendendo noto che nell’ultimo giorno si erano concentrate le registrazioni di oltre mezzo milione di elettori. Dopo il dibattito in tv di ieri sera tra Nigel Farage e David Cameron, secondo molti vinto dal primo, il Regno Unito si interroga mentre la paura nella Ue cresce. Sul preteso disastro economico che la Brexit causerebbe, Farage ha replicato che si disse così anche per quanto riguardava l’adesione inglese all’euro, invece… «Il Regno Unito deve rimanere un membro dell’Unione europea o uscire dall’Unione europea?». È la domanda a cui decine di milioni di britannici sono chiamati a rispondere nel referendum sulla Brexit del 23 giugno. E le alternative sono due: Remain o Leave, cioè dentro o fuori, una parola per decidere la storia. Ecco alcune caratteristiche e dati di questo voto cruciale: chi può andare alle urne? I cittadini britannici, irlandesi e del Commonwealth che vivono nel Regno Unito e quelli residenti a Gibilterra che abbiano compiuto 18 anni, oltre a coloro che siano espatriati dal Paese da non più di 15 anni. A differenza del referendum sull’indipendenza scozzese del 2014, non sono stati ammessi invece gli over 16. Esclusi inoltre i cittadini dei Paesi Ue residenti in Gran Bretagna, che votano alle elezioni europee e amministrative. Quanti sono gli elettori? Su una popolazione di oltre 64 milioni di persone si può stimare in circa 50 milioni il numero di cittadini registrati nelle liste elettorali entro i confini del regno.

Ma gli allibratori danno Farage e compagni perdenti…

Che età hanno? L’età media degli elettori è calcolata intorno ai 40 anni. I giovani di età compresa fra 20 e i 34, pari a un 20% della popolazione, sono considerati più europeisti, mentre a 43 anni è indicata da alcune ricerche una sorta di punto di svolta e gli over 60, circa il 23% della popolazione, appaiono decisamente predominanti i pro Brexit. Religione e identità. Circa il 60% della popolazione britannica si definiva cristiana nell’ultimo censimento ufficiale, quello del 2011, mentre gli islamici erano il 5%, seguiti dagli appartenenti ad altre fedi (induisti, buddisti, ebrei). Dal punto di vista etnico, prevalevano ancora a livello nazionale gli anglosassoni, con un 87% degli abitanti indicati come “britannici bianchi”, ma con gli asiatici in forte crescita fino a circa il 7% della popolazione. Dati peraltro in via di rapida evoluzione in questi ultimi anni e molto diversi in aree urbane come Londra, dove i musulmani sono già attorno al 15%. Quante sono le circoscrizioni per il referendum e come sono suddivise? Il Regno Unito è ripartito in 382 circoscrizioni, 326 in Inghilterra, 32 in Scozia, 22 in Galles, una in Irlanda del Nord e una a Gibilterra. Da questi numeri si capisce già il peso delle varie entità del Paese. Gli euroscettici si concentrano in Inghilterra (che da sola conta oltre l’80% della popolazione), mentre Scozia e Irlanda del Nord sono in prevalenza filo-Ue. Le quote per gli scommettitori. Le indicazioni dei bookmaker oscillano a seconda di sondaggi e umori. Ma in generale danno in pole il fronte Remain, pagato oggi in media a circa 1,3 contro il 3,5 di Leave. Un vantaggio non enorme, ma superiore ad esempio a quello concesso per ora di stretta misura a Hillary Clinton su Donald Trump per le presidenziali Usa. E comunque da prendere con le molle se si considera che il Leicester di Claudio Ranieri, quest’anno campione d’Inghilterra, era dato all’inizio della stagione calcistica a 5.000 contro uno: più del doppio della quota accordata a chi si fosse presentato agli allibratori col mostro di Loch Ness al guinzaglio.