Evitabili tre ictus su quattro. Anche l’inquinamento tra i fattori di rischio

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Ben tre ictus su quattro nel mondo potrebbero essere prevenuti con scelte sane, come smettere di fumare, praticare attività fisica, mangiare in modo corretto, rispettando cioè  una dieta ricca di frutta, verdura e cereali integrali. Ma non tutto dipende dalla volontà dei singoli individui. Molto, infatti, dipende anche dal contesto in cui viviamo. Per questo, tra le cause dell’ictus troviamo anche l’inquinamento, specie nei Paesi in via di sviluppo.

Nel mondo colpite da ictus 15 milioni di persone l’anno

A rivelarlo è uno studio mondiale pubblicato sulla rivista Lancet Neurology e condotto da Valery Feigin della Auckland University of Technology in Nuova Zelanda. Ogni anno circa 15 milioni di persone nel mondo hanno un ictus – di cui circa sei milioni muoiono e circa cinque restano con disabilità permanenti come perdita della vista o della capacità di parlare, paralisi.

Nei Paesi poveri per 33 casi su 100 la causa è l’ambiente

Gli esperti hanno dunque tracciato la mappa dei fattori di rischio più importanti per l’ictus e stimato il loro impatto in termini di anni di vita trascorsi con disabilità post-ictus. È emerso che i dieci fattori di rischio con un impatto maggiore sono la pressione alta, un’alimentazione povera di frutta, sovrappeso e obesità, dieta troppo ricca di sodio, il fumo, dieta povera di verdure, inquinamento ambientale e domestico (da biomasse), dieta povera di cereali integrali e glicemia elevata. Una scoperta sorprendente è che quasi un terzo, esattamente il 29,2 per cento, della disabilità globale associata all’ictus può essere ricollegata all’inquinamento ambientale e domestico: disaggregando il dato per zone geografiche e qualità della vita, si va da un massimo del 33,7 per cento nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo a un minimo del 10,2 per cento delle nazioni più ricche.