“È una terrorista dell’Isis”. Ricercata in tutta Italia una ragazza di Padova

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È inseguita da un mandato d’arresto Meriem Rehaily, la marocchina 21enne di Arzergrande (Padova) fuggita da casa nel luglio 2015 per andare a combattere in Siria. Il provvedimento è stato firmato dal gip di Venezia Roberta Marchiori su richiesta della procura antiterrorismo. Su di lei, che si farebbe ora chiamare sorella Rim, come indica il Corriere del Veneto, pende un’accusa di terrorismo. In febbraio era corsa la voce che la giovano avesse telefonato al padre dicendosi pentita della scelta ma lo stesso genitore aveva smentito la notizia.

A Padova rafforzata la vigilanza sugli obiettivi sensibili

Anche in considerazione del numero imponente di immigrati di prima e seconda generazione di religione islamica, a Padova «il livello di attenzione è stato alzato tantissimo ed è stata predisposta una implementazione forte dei servizi svolti dalle forze dell’ordine». Lo ha ricordato nei giorni scorsi il prefetto di Padova, Patrizia Impresa. «Questo non significa che dobbiamo allarmarci, ma sicuramente che questo territorio sotto il profilo del terrorismo necessita la massima attenzione». Padova è una delle poche provincia d’Italia ad essere stata dotata di una forza speciale antiterrorismo anche nell’Arma dei carabinieri. All’indomani degli attentati di Bruxelles, proprio a Padova, sulla base di una attenta analisi della situazione locale, è stata disposta l’intensificazione dell’attività di prevenzione e di controllo del territorio e delle principali vie di comunicazione, nonché un rafforzamento della vigilanza agli obiettivi sensibili. Sono stati inoltre
confermati gli stretti raccordi operativi tra le Forze di polizia, cosi’ come previsto dalle apposite pianificazioni di emergenza».