Brexit, a Bruxelles è già caccia agli inglesi: “Fuori dalla Commissione”

L’Ue ha sollecitato il premier britannico dimissionario, David Cameron, a notificare e attuare l’uscita del Regno Unito dalla uè «al più presto possibile» perché «qualsiasi ritardo prolungherebbe l’incertezza». Lo hanno ufficializzato, nella prima riunione d’emergenza a Bruxelles dopo la vittoria di Brexit nel referendum in Gran Bretagna, i presidenti del Consiglio dei governi, il polacco Donald Tusk (stabile) e il premier olandese Mark Rutte (di turno), della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e dell’Europarlamento, il tedesco Martin Schulz, si legge su “Il Corriere della Sera”.

Cameron dovrà notificare l’addio del regno Unito alla UE

Gli eurodeputati hanno preparato una specifica risoluzione per far imporre subito al premier inglese la notifica di Brexit. Il testo deve essere approvato martedì mattina in una sessione straordinaria dell’Europarlamento. Schulz la porterà nel pomeriggio al summit dei capi di Stato e di governo a Bruxelles. Conterrà la richiesta di far togliere immediatamente la delicata responsabilità dei servizi finanziari al commissario Ue britannico, Jonathan Hill, per evitare conflitti d’interesse. L’Europarlamento sta valutando una soluzione intema per i dubbi di opportunità provocati dai 73 eurodeputati britannici, destinati a lasciare il seggio solo con l’uscita effettiva del loro Paese.

Ci sarà la “cacciata” degli inglesi dalla Commissione e dalla burocrazia UE

Lunedì la cancelliera tedesca Angela Merkel attende a Berlino il presidente francese Francois Hollande e il premier Matteo Renzi. C’è da valutare anche l’esito delle elezioni in Spagna di domani, oltre a concordare una linea comune davanti al rischio di contagio del voto britannico. Leader euroscettici di Francia, Olanda e Italia hanno già invocato nuovi referendum anti Ue. Il premier belga Charles Michel ha ribadito la sua richiesta di un ulteriore vertice dei capi di governo, avanzata prima dall’esito del referendum su Brexit, per affrontare l’evidente sfiducia verso la Ue dimostrata dai cittadini europei in molti Paesi membri. Michel ha evocato il crescente euroscetticismo, che potrebbe estendersi — dopo i voti nel Regno Unito e in Spagna — se a Bruxelles non verranno attuate azioni di riavvicinamento ai problemi dei cittadini più in difficoltà.