La Corea del Nord: «Ci difendiamo dalla minaccia nucleare degli Usa»

La Corea del Nord fa solo quanto è necessario per difendersi dalla minaccia nucleare degli Stati Uniti: Choe Son-hui, vicedirettore generale del Dipartimento per gli affari Usa del ministero degli Esteri, ha tenuto una inconsueta conferenza stampa fuori dall’ambasciata nordcoreana a Pechino, all’indomani del test dei due missili a medio raggio rivendicato come un successo. «Quello che stiamo facendo – ha affermato – è di cercare di reagire all’attuale situazione in cui gli Usa stanno tentando di di minacciare il nostro Paese con le armi nucleari».

La Corea del Nord e i missili

Choe, in Cina per la riunione sulla sicurezza nell’ambito del Northeast Asia Cooperation Dialogue (Neacd), ha anche aggiunto che fino a quando Washington avrà una politica ostile verso Pyongyang, il Nord non sarà mai in condizioni tali da poter parlare di ipotesi sulla denuclearizzazione della penisola coreana. Sui missili a media gittata la Corea ha sperimentato l’affidabilità. Il vettore, riporta l’agenzia ufficiale Kcna, è finito «con precisione nello spazio di acque designate» a 400 chilometri dalla costa orientale di Wonsan, nel mar del Giappone. Pur se non esplicito, il riferimento sembra essere al secondo dei due missili, dato che il primo, in base alle valutazioni dei militari di Corea del Sud e Usa, è esploso dopo appena 150 km. Il leader Kim Jong-un ha assistito ðal test guidato del vettore strategico di medio raggio superficie-superficie Hwasong-10», aggiunge la Kcna, senza fornire altri dettagli. Il lancio è stato pianificato «da un alto angolo di fuoco con la simulazione del massimo range possibile»: una mossa che ha consentito di provare la resistenza al surriscaldamento della testata e stabilità di volo. Entusiasta il commento di Kim: la Corea del Nord ha «le capacità d’attacco complessive e funzionali contro gli Usa nelle operazioni sullo schacchiere del Pacifico».