Con “Nicola Franco presidente” anche il Pd. Al VI municipio la destra può farcela

Giardinetti, periferia romana, VI municipio, quello di Tor Bellamonaca, l’unico della Capitale dove Fratelli d’Italia con Nicola Franco va al ballottaggio per la carica di presidente contro il candidato grillino, Roberto Romanella. La piazza è stracolma (oltre 1500 persone) per la chiusura della campagna elettorale  prima del voto di domenica 19: sul palco ci sono Giorgia Meloni, Fabio Rampelli e Marco Scurria. Inno di Mameli, striscioni dai balconi, bandiere di Fratelli d’Italia e tricolori per “Nicola Franco presidente”. Il cuore della periferia romana batte a destra, da anni il feeling con la sinistra – un tempo operaista e popolare – è un ricordo sbiadito. E Nicola Franco può farcela.

Secondo turno al cardiopalma

Al primo turno il distacco con l’avversario pentastellato era di circa 1o punti ma domenica l’esito potrebbe ribaltarsi a favore dell’esponente di Fratelli d’Italia che, oltre alla Lega già alleata al primo turno, oggi  può contare sull’appoggio della lista civica “Periferie in movimento” di Antonio imperiale (2 per cento), di Forza Italia e dell’elettorato di Alfio Marchini. Fratelli d’Italia non ha voluto fare apparentamenti, un retaggio della Prima repubblica, dice Rampelli,  perché i partiti non controllano più i voti e gli elettori votano con la loro testa, resta il fatto che nelle ultime ore Marchini ha annunciato il voto per Nicola Franco in alternativa al candidato di Grillo. Sotto al palco anche tanti consiglieri locali del Pd, pronti a sostenere un ex-missino nel nome della politica contro la retorica anti-casta dei Cinquestelle.

Nicola Franco: una vita a destra

Eletto 1993 nel Msi, la militanza nel Fronte della Gioventù, Nicola Franco è stato l’ultimo capogruppo missino, poi consigliere municipale di An per quattro consiliature e nel 2001 già candidato alla presidenza. «Nel 2008 però – racconta a pochi minuti dal fischio d’inizio di Italia-Svezia (non la vedrò, mi aspettano al centro anziani) – non sono entrato nel Pdl e ho di fatto smesso di fare politica. Sono rientrato un anno fa con Fratelli d’Italia e adesso sono qui…». La prima iniziativa, se diventasse presidente del municipio con il più basso reddito pro capite della Capitale? «Il giorno dopo partirò con la campagna dal titolo “Presidente per un giorno” per permettere ai cittadini (uno al giorno per 365 giorni) di fare il mio lavoro per un giorno. Basta riempire un modulo, nome, cognome, indirizzo, mail… 365 cittadini al mio fianco per anno, duemila fino al termine della legislatura. Saranno la mia ombra, mi seguiranno negli incontri ufficiali, ovunque, per controllarmi,  per vigilare sul presidente ma anche sulla giunta e i consiglieri. Partecipazione dal basso e trasparenza: solo così si può ripartire e riscattare il nostro territorio, dove sono nato, che non è solo criminalità ma anche talento ed eccellenza di tanti giovani che non mollano», dice Nicola Franco che si impegna per fare del VI municipio come una casa di vetro.