Carabiniere ucciso, arrestato il proprietario dei campi di marijuana

FacebookPrintCondividi

 

Prima della parata militare, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha ricordato il carabiniere ucciso nelle campagne del Trapanese nel corso di un’indagine: “Voglio augurarmi che oggi, in occasione della parata militare del 2 giugno, ci siano atti pubblici in ricordo di Silvio Mirarchi, l’ennesimo carabiniere caduto nell’adempimento del proprio dovere. Ucciso a Marsala mentre era impegnato nella lotta al traffico e alla coltivazione degli stupefacenti, questo nuovo eroe della legalità va debitamente ricordato. Le celebrazioni devono svolgersi comunque ma deve essere presente in tutti il ricordo di chi si è sacrificato per noi. Le istituzioni devono inchinarsi di fronte a questa nuova vittima e devono farlo in modo palese, sincero, perché la festa della Repubblica e delle forze armate deve essere celebrata con sobrietà ma soprattutto ricordando chi cade per difendere noi tutti”. E proprio poche ore fa i carabinieri del Comando provinciale di Trapani hanno confermato la notizia dell’arresto del proprietario delle serre in cui era stata impiantata la piantagione di marijuana (6 mila piante) che sarebbe stata scoperta, durante un servizio di appostamento, dal maresciallo Silvio Mirarchi, deceduto mercoledì pomeriggio all’Ospedale civico di Palermo dopo le gravi lesioni provocate da due colpi di pistola che lo hanno raggiunto a un rene e all’aorta. Il nome dell’arrestato dovrebbe essere diffuso in giornata con un comunicato ufficiale. Massimo riserbo, intanto, sulle indagini in corso per scoprire chi ha sparato contro il sottufficiale.

Proseguono le indagini per scoprire chi sparò al carabiniere

Il corpo di Mirarchi è all’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, dove oggi dovrebbe essere effettuata l’autopsia. I funerali potrebbero svolgersi sabato nella Chiesa Madre di Marsala alla presenza dei vertici dell’Arma dei carabinieri. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di coltivazione e detenzione di droga. Naturalmente l’attenzione degli investigatori è puntata sull’omicidio del maresciallo e quindi i carabinieri stanno valutando attentamente le dichiarazioni dell’uomo cui è stato chiesto dove fosse all’ora della sparatoria nella campagna marsalese e se altre persone si occupavano della coltivazione della marijuana. Sull’inchiesta vi è il massimo riserbo. L’ipotesi più accreditata è che a sparare siano state delle persone a guardia dei campi di marijuana ormai comuni nelle campagne che vanno da Trapani a Mazara del Vallo. Un paio di settimane fa due romeni erano stati presi a fucilate in un’altra zona di campagna tra Marsala e Mazara del Vallo dai custodi di una piantagione di canapa indiana. Uno di loro, ferito, era riuscito a fuggire. Dell’altro, invece, si sono perse le tracce. Qualche giorno dopo un cadavere carbonizzato è stato rinvenuto a circa un chilometro di distanza. I carabinieri stanno indagando, anche con accertamenti del Ris e impiego di cani “molecolari” della polizia, per stabilire se il cadavere è quello del romeno scomparso.