Nei capoluoghi di provincia il centrodestra batte la sinistra 11 a 9

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Un primo dato certo c’è: pur restando a secco nelle cinque grandi città al voto – dove, del resto, gli uscenti erano tutti di sinistra -, il centrodestra vince la sfida dei capoluoghi di provincia, aggiudicandosene ben 11 contro i 9 del centrosinistra. In sintesi, quindi, nei 20 comuni capoluogo al voto, il M5S si impone su 3 giunte di centrosinistra, il centrodestra strappa 9 comuni e il centrosinistra tiene in 3 comuni e vince a Caserta e Varese.

Centrodestra espugna molte città al Pd di Renzi

Ricapitolando, nei ballottaggi relativi ai comuni capoluogo di regione il Pd di Matteo Renzi esce dimezzato: sui quattro che aveva – Roma, Torino, Milano e Bologna – solo le ultime due sono state confermate. Le prime due sono state invece espugnate dal Movimento 5 Stelle, che non ne aveva nessuna, esattamente come il centrodestra. Fa storia a sé Luigi De Magistris, confermato sindaco di Napoli a capo di una coalizione del tutto avulsa dai poli tradizionali.

Oltre a Roma e a Torino il M5S vince solo a Carbonia

Diversa la musica per quel che riguarda i capoluoghi di provincia. Qui è il centrodestra, infatti, ad imporsi con le vittorie di Trieste, Cosenza (conquistata al primo turno), Isernia, Crotone, Pordenone, Novara, Grosseto, Savona, Olbia, Benevento. Al centrodestra, seppur non “ortodosso” va iscritta d’ufficio anche Brindisi, dove a vincere è stata la candidata sostenuta anche dal CoR (Conservatori e Riformisti) di Raffaele Fitto. Il centrosinistra nel 2016 ottiene invece i sindaci di Cagliari, Salerno, Rimini, Caserta, Bolzano, Varese e Ravenna. Il Movimento 5 Stelle deve invece accontentassi della sola Carbonia, a conferma che l’innegabile exploit dei grillini in quel di Roma e di Torino non può essere considerato come l’annuncio di incontrastabili, futuri successi. Alle liste civiche vanno invece i sindaci di Latina e Villacidro.