Capodanno di Colonia: furono 1276 le donne aggredite da extracomunitari

Ammontano a ben 1.276 le donne vittime delle aggressioni avvenute a Colonia durante la notte di Capodanno. A “certificarlo” è un articolo del giornale Zeit che ha anticipato in una nota i dati della procura della città renana che su quei fatti sta ancora indagando. Cinque delle vittime hanno denunciato di essere state violentate e sedici di aver subito un tentativo di violenza sessuale. Tutti gli altri hanno denunciato furti, aggressioni e molestie varie. Dei 183 accusati, 55 sono marocchini, 53 algerini, 22 iracheni, 14 siriani e 14 sono tedeschi. In 73 avevano presentato domanda di asilo in Germania, 36 erano immigrati illegalmente nel Paese e undici avevano un permesso di soggiorno. Otto degli accusati sono al momento detenuti in prigione.

Lo scrive il giornale “Zeit” citando dati della procura di Colonia

Come si ricorderà (il “Secolo d’Italia” dedicò più di un servizio a quegli accadimenti) il Capodanno in piazza delle donne di Colonia si trasformò in un autentico incubo che non mancò di lasciare strascichi e polemiche politiche. Il fatto che a commettere atti di molestie e di violenze nei confronti donne, la cui unica “colpa” consisteva nell’aver deciso di attendere in strada l’arrivo del 2016, fossero in larghissima parte nordafricani e mediorientali sfociò immediatamente e apertamente in un atto di accusa contro le politiche del governo tedesco in tema di immigrazione. Proprio in quel periodo, infatti, Angela Merkel annunciava ulterio aperture verso i profughi di nazionalità siriana mettendo a dura prova la proverbiale stabilità politica germanica.

Sulla vicenda pronto a calare il solito “buonismo”

E non è affatto escluso che potranno essere ora i numeri, davvero impressionanti, a rinfocolare le polemiche e a restituire centralità al tema dell’immigrazione extraeuropea nel dibattito tra le forze politiche tedesche. C’è, infatti, da auspicare che almeno questa volta tante vittime di violenze in una sola notte non vengano cancellate dalla solita overdose di ipocrisia e di buonismo puntualmente ammannita dai mezzi di informazione ogni qualvolta la predicazione della politica dalle “porte aperte” subisce – e la vicenda di Colonia lo dimostra più di altre – le dure repliche della realtà.