Brexit, la Scozia vuole trattare da sola: Nicole Sturgeon va da Juncker

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Brexit, gli scozzesi non ci stanno e cercano di tutelarsi da soli. Il primo ministro della Scozia, Nicole Sturgeon, è arrivata a Bruxelles. Attorno alle 9,30 ha incontrato il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, al quale nel corso di una riunione di quasi un’ora ha presentato la situazione del paese che ha votato a larghissima maggioranza contro la Brexit. Ieri il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha reso noto che non avrebbe incontrato Sturgeon. Un incontro è invece previsto nel pomeriggio con Jean Claude Juncker nella sede della Commissione europea. Nel frattempo la leader scozzese ha in programma una serie di incontri con i presidenti dei gruppi politici della maggioranza europeista nella sede del Parlamento europeo: Gianni Pittella per i socialisti dello S&D, Manfred Weber per i popolari del Ppe, Guy Verhofstadt per i liberali dell’Alde e Rebecca Harms per i Verdi.

Gli inglesi continuano da parte loro a interrogarsi sul che fare per limitare i danni previsti con la Brexit. Il Times scommette su Angela Merkel e suggerisce invece alla Gran Bretagna di “ignorare” al momento il presidente della Commissione per trattare sul dopo-Brexit. A differenza di Jean Claude Juncker, “la pragmatica cancelliera tedesca sa che questo non è tempo di punizioni”. In un commento firmato da Roger Boyes, il giornale londinese ammette che molti leader europei – e anche i socialdemocratici tedeschi, alleati di governo della Merkel – vorrebbero avere “la testa (di Cameron o di chi gli succederà) sul piatto” per castigare “la temerarietà e l’ingratitudine” dei britannici. Ma confida nel nein della cancelliera. Pure lei, ammette Boyes, è convinta che il referendum di Cameron sia stato “un azzardo spericolato” e tuttavia non si ferma “alle recriminazioni”: pensa piuttosto a evitare ora il rischio d’una “dissoluzione dell’Ue”. Su questo fronte cerca una sponda “dall’Italia”, oltre che ovviamente dalla stessa Gran Bretagna. Obiettivo? “Un onesto, non dogmatico compromesso sul mercato unico e sulla libertà di circolazione”.