Brexit, Meloni si chiede: ma chi ha pagato l’inserzione di Renzi sul Guardian?

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«Ieri da italiana mi sono vergognata molto. La sconfitta della Nazionale agli europei non c’entra nulla, noi vinciamo le partite che contano. Mi sono vergognata per l’appello pubblicato a pagamento da Matteo Renzi sul Guardian per invitare i britannici a votare no al referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Ho immaginato il disappunto delle anziane signore intente a bere il the delle cinque, le grasse risate degli avventori dei pub, il ghigno degli uomini d’affari della city. Perché? Perché Renzi deve gettare nel ridicolo l’intero popolo italiano? Veramente crede che ci sia un solo inglese, gallese, scozzese, irlandese o pakistano di seconda generazione che voterà in base a quanto scritto da un premier straniero su un quotidiano in una inserzione a pagamento? Magari sotto la pubblicità della panciera sciogli grasso. Per amor di Patria tralascio di entrare nel merito della (patetica) lettera, leggetela voi se avete lo stomaco per farlo, ma mi domando: chi ha pagato questa inserzione? Mi auguro non sia stato fatto con fondi del Governo, perché né il Parlamento né gli italiani hanno autorizzato il premier a parlare a nome dell’Italia sulla questione della Brexit, materia che non rientra tra le competenze dell’Esecutivo. Aspettiamo curiosi una risposta», conclude.

Meloni: togliere la Ue dalle grinfie dei lobbisti

E sempre a proposito dell’importante referendum che si sta svolgendo in Gran Bretagna, il presidente di Fratelli d’Italia ha così commentato: «Egoisticamente mi auguro che il Regno Unito non lasci la Ue perché il Regno Unito ha rappresentato da sempre un argine alla deriva tecnocratica di Bruxelles e alla cessione di sovranità nazionale. Senza il Regno Unito la situazione all’interno della Ue peggiorerebbe. Detto questo, condivido le ragioni dei britannici che vogliono uscire dalla Ue», scrive infatti ancora su Facebook Giorgia Meloni. «Serve un radicale cambio di rotta – prosegue – per riconsegnare l’Europa nelle mani dei cittadini e toglierla dalle grinfie dei lobbisti che la comandano. Colmare il deficit di democrazia è la sola strada da seguire per salvare i popoli europei dal baratro nel quale questa Ue ci sta trascinando».