Brexit in vantaggio, terrore nelle Borse: giù Milano, crollano le banche

Un incontro tra Jean-Claude Juncker e Mario Draghi con la Brexit come piatto forte: il presidente della Commissione e quello della Banca centrale europea ieri hanno discusso della risposta delle istituzioni comunitarie all’esito del referendum del 23 giugno sull’apparte nenza del Regno Unito all’Unione Europea. A nove giorni dal voto, la Brexit sembra sempre più vicina, dopo che un sondaggio del Guardian ha dato il campo del «Leave» (uscita) in vantaggio di 6 punti sul «Remain» (permanenza), si legge su “Il Messaggero“.

Un sondaggio ha dato il campo del «Leave» (uscita) in vantaggio di 6 punti

La mattina del 24 giugno la BCE, insieme alla Banca d’Inghilterra, sarà chiamata a giocare il ruolo di primo piano per difendere nell’immediato l’economia europea da ulteriori scossoni. Ma l’incertezza sulla durata e l’esito delle procedure di «divorzio» tra Londra e Bruxelles rischia di piombare l’Ue in una nuova profonda crisi politica ed economica, a cui le istituzioni comunitarie non sono pronte. «Se vince la Brexit a Londra ci sarà il caos politico», dice una fonte europea: nella zona euro «non abbiamo l’unione bancaria, non abbiamo una vera solidarietà finanziaria, la Grecia può esplodere da un giorno all’altro e nelle elezioni in Spagna del 26 giugno le cose vanno nella direzione sbagliata» con la crescita di Podemos nei sondaggi.

L’Europa prepara un piano d’emergenza

Come se non bastasse, nel momento in cui gli spread tra i Bund tedeschi e i titoli dei paesi periferici si allargano di nuovo, la BCE potrebbe essere confrontata ad un’altra emergenza: il 21 giugno, due giorni prima del referendum britannico, è attesa la sentenza della Corte costituzionale tedesca sul programma OMT che ha protetto l’euro dalla crisi del debito sovrano. Il pericolo è quello di una «catastrofe», avverte la fonte. Le tensioni legate alla Brexit ieri hanno provocato un’altra giornata nera nei mercati europei. Milano ha perso il 2,91%, confermandosi la peggiore tra i principali listini del Vecchio continente, in particolare per la fragilità del settore bancario. Madrid e Parigi hanno lasciato sul terreno l’1,85%, Francoforte l’1,80%, Londra l’1,16%. Com plessivamente l’Europa ha perso 130 miliardi.