Il “partigiano” Merola attacca la metà dei bolognesi: «Sconfitti i fascisti»

Ha vinto rispolverando la retorica dell’antifascismo, Virginio Merola sindaco rieletto a Bologna contro la candidata della Lega, Lucia Borgonzoni. Il primo atto da sindaco è stato quello di recarsi alla lapide dei caduti partigiani, che si trova in piazza del Nettuno a Bologna, a fianco del Comune. Poche ore prima aveva intonato il suo sermone vittorioso esordendo con un lapidario: «Bologna resta antifascista». Pronta la replica della candidata del centrodestra. «È un grande risultato. Mi spiace che Merola ne faccia però un’analisi distorta, dando di fatto del fascista al 45%, se non di più, dei bolognesi». «Faremo opposizione più dura di quella fatta negli ultimi cinque anni – ha aggiunto Borgonzoni dalla sede del suo comitato in un ristorante in via San Mamolo – Il nostro è comunque un risultato storico, che nessuno si aspettava. Io di più non potevo assolutamente fare, sono felicissima». E sulla conferma ad assessore di Andrea Colombo, da cui Merola aveva preso in parte le distanze negli ultimi mesi, Borgonzoni ha detto: «Saranno felici i bolognesi… Lo dicevo io che lo avrebbe messo da qualche parte». Comunque «sembravamo noi quelli uscenti e lui che combatteva per la città, ma era l’opposto», ha detto Borgonzoni aggiungendo di non aver ancora sentito Matteo Salvini.

 Merola contro la Borgonzoni ha rischiato il flop

Dopo il flop del primo turno (39%, con il Pd fermo al 35%, record negativo a Bologna), nelle ultime due settimane di campagna elettorale Merola ha puntato tutto proprio sulla ‘diversità’ nei confronti della Lega, invitando soprattutto gli elettori del Movimento 5 Stelle e quelli della Coalizione civica di sinistra a non consegnare la città al Carroccio e ai suoi alleati di destra. Un appello che, evidentemente, ha fatto breccia.