Bimba morta in piscina, rumeno indagato per omicidio e violenza sessuale

FacebookPrintCondividi

E’ un 21enne rumeno, interrogato tutta la notte e ora indagato per omicidio e violenza sessuale il sospettato numero uno per la morte di Maria, la bambina rumena di dieci anni, il cui corpo è stato trovato, senza vestiti, nella notte fra domenica e lunedì nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino, in provincia di Benevento.
Il giovane rumeno era stato ascoltato durante la notte alla presenza del suo legale in relazione alla morte della bimba di 10 anni – che era in acqua nuda, con gli abiti sistemati ai bordi della piscina – ed è poi stato iscritto nel registro degli indagati dal Procuratore della Repubblica di Benevento Giovanni Conzo. Un atto dovuto per consentire la eventuale nomina di un consulente che segua l’autopsia sul corpicino della bimba rinvenuta morta nella piscina del resort. Gli esiti dell’esame, effettuato dal direttore dell’Istituto di Medicina legale di Napoli, Claudio Buccelli, nell’obitorio dell’ospedale “Rummo” di Benevento, potrebbero essere noti già nelle prossime ore. Un caso seguito direttamente dal procuratore capo della Repubblica di Benevento Giovanni Conzo, che nella mattinata ha anche incontrato gli investigatori che stanno eseguendo le indagini. Si incrociano dati scientifici e testimonianze per far luce su una vicenda che ha scosso l’intera comunità del piccolo comune sannita dove la famiglia della piccola viveva già da qualche anno e si era ben integrata.
«Abbiamo lavorato fino a notte fonda», dice Conzo che non vuole aggiungere altro. Nella mattinata a San Salvatore Telesino sono giunti anche i carabinieri del Ris che hanno effettuato alcuni rilievi.
Il rumeno ventunenne conosceva la bambina e al termine dell’interrogatorio, condotto dal pm Maria Scamarcio, che coordina le indagini insieme al procuratore Giovanni Conzo, è tornato nella propria abitazione a San Salvatore Telesino. Il giovane – secondo le indiscrezioni trapelate finora – ha confermato di conoscere la bambina e ha detto di averla vista la sera di domenica, prima che della piccola si perdessero le tracce, ma di averla lasciata nei pressi della Chiesa di Santa Maria Assunta dove la bambina, che faceva la chierichetta, aveva detto ai genitori che si sarebbe recata per la processione del patrono. Il giovane avrebbe anche detto che dopo aver lasciato la bambina sarebbe andato da conoscenti fuori San Salvatore Telesino. Oltre al giovane, gli investigatori hanno interrogato in tutto una quarantina di persone nel tentativo di ricostruire con la maggiore precisione possibile le ultime ore di vita della bambina.
La bambina viveva a San Salvatore Telesino, con i genitori – il papà operaio e la mamma badante – entrambi romeni, da tempo in Italia. Maria era molto conosciuta in paese, anche perché faceva la chierichetta. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, domenica sera, intorno alle 19 e 30 la bimba si è infatti recata in Chiesa per la processione del Santo Patrono, Sant’Anselmo. Poi il maltempo ha rimandato tutto e così la bimba avrebbe detto di voler andare alle giostre. Da lì, da quelle giostrine a poca distanza, si sono perse le sue tracce. Fino alla tragica scoperta.