Berlusconi: ecco che faremo dopo il voto, con Salvini è pace fatta

Ricucire, riassemblare, ridare una strategia vincente al centrodestra. E’ l’obiettivo che si prefigge Silvio Berlusconi, rifiutando l’idea che spetti al voto romano stabilire chi sarà in futuro il leader del centrodestra. Così ci tiene a far sapere che la pace con Matteo Salvini è cosa fatta: “Ci siamo incontrati e mi ha abbracciato con molto slancio. Sa benissimo che il centrodestra può assicurare un futuro democratico al Paese solo se unito”. Sul futuro leader della coalizione, Berlusconi aggiunge: “Non è un problema che si pone ora: magari lo troviamo sotto un cavolo come è capitato alla sinistra con Matteo Renzi”. Il caso romano è solo un incidente di percorso, una “piccola lezione” a chi  “aveva ritenuto che la parola data non valesse nulla. Meloni ha detto di no su Marchini, poi è venuta fuori l’ipotesi Bertolaso. Non l’hanno conosciuto”. Quindi delinea la strategia per il futuro: in caso di vittoria del No al referendum costituzionale di ottobre, Forza Italia è “disponibile” a dare i propri voti in Parlamento, anche insieme a quelli del Pd, per dar vita “ad un governo di unità nazionale per una emergenza” costituita dal cambio della legge elettorale. Intervistato a L’aria che tira, su La7, alla domanda se Forza Italia fosse disponibile ad impegnarsi in Parlamento per un governo che cambiasse la legge elettorale Berlusconi ha replicato: “Fi non è solo disponibile ma è necessario che lo faccia”.

Berlusconi ha liquidato come “chiacchiere elettorali” le battute polemiche nei suoi riguardi da parte di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. “Tutti sanno che c’è una probabilità di vincere solo se stiamo tutti insieme, altrimenti è sconfitta sicura”. L’ex cavaliere ha sottolineato poi il buon rapporto personale con il leader della Lega: “Salvini quando sta con me è ragionevole, c’è cordialità e non c’è alcun timore per i nostri rapporti futuri”. “In Italia ormai – ha sottolineato il leader di Forza Italia – ci sono 3 poli. Il centrodestra non può pensare di vincere al ballottaggio, perché se andasse al ballottaggio contro M5S gli elettori del Pd voterebbero per questi, mentre se andasse al ballottaggio con il Pd tutti gli elettori di di M5S voterebbero per il Pd. L’unica possibilità di vincere è di farlo al primo turno superando il 40%”. Quanto al dibattito sulla leadership del centrodestra Berlusconi ha affermato: “Io sono stato dichiarato incandidabile per 6 anni e non ho alcuna intenzione di propormi come candidato premier. Berlusconi – ha concluso parlando di sé in terza persona – non è un problema, vuole solo tenere insieme tutti, Berlusconi è il federatore”.