Ballottaggi, che faranno gli elettori 5Stelle? Potrebbero spostarsi a destra

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Cosa faranno domenica gli elettori 5Stelle? Sui ballottaggi che vedono coinvolte città importanti come Roma, Milano, Torino e Bologna, potrebbe risultare decisivo il comportamento degli elettori del Movimento 5 Stelle nelle sfide in cui un loro candidato non sarà presente. E’ quanto scrive, in una nota, l’Istituto Cattaneo secondo cui risulta difficile, però, capire dove finiranno i loro voti. Per farsi un’idea l’istituto bolognese ha analizzato i flussi e le scelte compiute nei ballottaggi dal 2011 al 2016 individuando tre fasi: una prima, “movimentista”, una seconda “identitaria” e una, in divenire, “politica”. Ripercorrendo i ballottaggi in cui gli elettori del pentastellati hanno dovuto scegliere tra centrosinistra, centrodestra e astensione, osserva il Cattaneo “una prima fase è quella che chiamiamo ‘movimentista'” in cui “prevale il voto per i partiti di sinistra”. La seconda fase, viene argomentato, “è quella che chiamiamo ‘identitaria': centrodestra e centrosinistra sono ormai entrambi rifiutati e l’astensione diventa la scelta largamente prevalente”. In questa fase si possono far rientrare i ballottaggi di Alessandria (2012), di Rimini (2012), di Roma (2013), di Venezia (2015). Ora invece, viene osservato, “ci si può chiedere se negli imminenti ballottaggi le scelte degli elettori pentastellati saranno ancora improntate alla difesa dell’alterità oppure seguiranno anche considerazioni di natura politica”. In quest’ultima, viene sottolineato, “il legame sarebbe piuttosto con gli obiettivi di vittoria politica del partito. Il recente ballottaggio di Bolzano (2016) indica la prevalenza di scelte a favore del centrodestra”. Ad ogni modo, argomenta l’Istituto Cattaneo, “questa nostra ipotesi interpretativa, di uno slittamento dei 5 Stelle da una posizione riconducibile all’alveo della sinistra, a una fase di affermazione della propria identità autonoma, per poi passare a considerazioni d’ordine politico oggi sostanzialmente riconducibili all’ostilità verso Renzi e al governo in carica – è per ora basata su un numero ridotto di osservazioni”.