Bagnasco boccia il Jobs Act: “Per il lavoro serve un miracolo”

FacebookPrintCondividi

Per il lavoro “serve un miracolo”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, durante la messa per il lavoro al santuario di Nostra Signora della Guardia. Bagnasco lo ha detto riferendosi alla situazione di Genova (definita “Non morta, ma malata”) che, ha sottolineato, “è da leggersi nel quadro generale del Paese dove il lavoro non decolla nonostante alcuni segni che sembrano positivi o dichiarazioni rassicuranti. La disoccupazione cresce”. Sono parole che suonano come una sonora bocciatura del Jobs Act e della politica economico-sociale del governo Renzi. “I dati dicono che il 40% delle persone comprese nell’età dai 15 ai 24 anni è in cerca di lavoro, mentre la media europea è del 22%. In termini percentuali siamo gli ultimi posti”.  Per il presidente della Cei “è forte la preoccupazione anche per gli adulti che una volta perso il lavoro hanno difficoltà a ritrovarlo, con gravi danni per la loro dignità e le loro famiglie. Diventa un peso insostenibile anche la ricerca di beni come la casa”.

Bagnasco denuncia anche le crescenti diseguaglianze prodotte dal neocapitalismo. “Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio, la ricchezza cresce e si concentra sempre più in mano a pochi. Auspico che la concentrazione di risorse incrementi copiosamente gli investimenti in attività produttive a vantaggio dei lavoratori”. Bagnasco ha ricordato che “la povertà tocca 4 milioni di persone, quasi il 7% degli italiani. Lo scorso anno la Chiesa ha distribuito più di 12 milioni di pasti agli italiani”.