Aumentano i “bamboccioni” negli Usa. La replica:«In Italia ce ne sono di più»

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Bamboccioni stelle e strisce. Per la prima volta nella storia moderna americana, i giovani “under 35” vivono più numerosi a casa con i genitori che con un compagno o una compagna. Lo ha scoperto il Pew Research Center studiando i dati del censimento. L’«empty nest», il nido lasciato vuoto dagli “uccellini” che a 18 anni, l’età del college, abbandonano la casa dei genitori, è tornato dunque a riempirsi. «La differenza sostanziale è che sono molto meno quelli che si sposano o coabitano. Negli anni Sessanta si lasciava casa prima di qualsiasi altra generazione del passato perché ci si sposava molto presto», ha detto Richard Fry, l’economista che ha prodotto il rapporto e che ha scoperto che nel 2014, l’anno in cui c’è stato il sorpasso, il 32,1% dei ragazzi tra 18 e 34 anni viveva nella casa dei genitori, contro il 31,6% che si era “accasato” con un partner.

I bamboccioni scuotono la società stelle e strisce

Nella società americana è un mezzo terremoto ma almeno un sociologo ha invitato a non sconcertarsi: «Chiaro: viola il nostro modo di pensare che i giovani adulti dovrebbero vivere la loro vita, ma in Italia sono in percentuale molto più numerosi i loro coetanei che vivono in casa dei genitori e nessuno ci trova nulla di strano, anzi, le famiglie sono più unite e passano più tempo assieme», ha detto Andrew J. Cherlin della Johns Hopkins University. I Millennials sono diventati bamboccioni? Lo studio Pew ha scoperto che rispetto agli anni Sessanta c’è stata una rivoluzione nel costume: allora in media una ragazza si sposava a vent’anni e un ragazzo a 22, mentre solo una persona su dieci over 25 non si era ancora sposata. L’età media del matrimonio è salita oggi a 27 e 29 anni e solo uno degli “over 25” su cinque non ha mai fatto il grande passo. Ma non è solo questo, o meglio, questa nuova allergia al matrimonio o comunque al rapporto fisso è in parte motivata dalla causa alla radice, i problemi economici e la disoccupazione giovanile e solo in minima parte a quella che spesso viene definita una «paura di volare» da parte dei ragazzi che si affacciano alla vita. Fino ad oggi erano più i maschi che le ragazze a vivere in casa passata la maggiore età, ma adesso anche tra le giovani donne la tendenza dominante è di stare con mamma e papà. C’è chi resta coi genitori pur avendo un lavoro per risparmiare sul canone d’affitto. Frequente, secondo lo studio del Pew, è il caso di giovani afro-americane o ispaniche, specialmente in famiglie disagiate, che non hanno altra scelta che vivere a casa e che più raramente hanno un partner fisso.