Ancora incidenti sui mezzi pubblici: bus in fiamme nel centro di Roma

Succede a Roma, la capitale. La città con il parco mezzi pubblici forse più disastrato del Paese. Con un servizio di trasporto deficitario nelle corse e assolutamente precario nei veicoli che cadono – letteralmente – a pezzi, quando non si verificano addirittura episodi di autocombustione. Succede a Roma, in pieno centro; su un autobus di linea, in un orario caldo come quello delle 8 del mattino, quando a bordo ci sono ragazzini in viaggio verso la scuola, passeggeri diretti al lavoro, viaggiatori in corsa verso siti turistici nel cuore della città eterna. Succede insomma, che quando meno te lo aspetti, tra una fermata e l’altra, un autobus di linea prenda fuoco: e l’aria diventa irrespirabile per il fumo e per la paura.

Bus in fiamme nel centro di Roma: panico tra i passeggeri

Momenti di panico vero, quello vissuti dai passeggeri a bordo su un autobus della linea 495 che ha improvvisamente ha preso fuoco intorno alle 8 su Corso d’Italia, in direzione piazza Fiume, appena poco prima del tunnel. Secondo quanto si è appreso, non ci sarebbero fortunatamente feriti tra i malcapitati viaggiatori. Lacrime tra i passeggeri che affollavano il mezzo pubblico in un orario di punta e che, scesi in tempo, lo hanno visto in pochi istanti avvolto dalle fiamme. «Avevamo sentito puzza di bruciato poco prima», avrebbe detto qualcuno ai soccorritori. «È stata una tragedia sfiorata. Se fosse accaduto in galleria le conseguenze sarebbero state ben più gravi», sembra abbiano ripetuto altri ancora mentre telefonavano ai familiari per rassicurarli. Sul posto si sono recati tempestivamente vigili del fuoco, polizia e polizia municipale al lavoro per la messa in sicurezza delle persone, del mezzo, della zona che, come è facile immaginare, ha subìto forti disagi con il traffico – in quelle strade già notoriamente congestionato – in questo caso addirittura in tilt. Dalle prime informazioni si evince che le fiamme sarebbero partite dal motore per cause accidentali. Già perché ancora può accadere, accidentalmente, che un mezzo deputato al trasporto pubblico dei cittadini, possa prendere fuoco: come verificatosi a inizio maggio, quando un autobus notturno ha preso fuoco su via Casilina, fortunatamente senza provocare feriti. Così come può accadere – come avvenuto i primi giorni del marzo scorso – che possa perdere pezzi, ferendo una passeggera rimasta colpita dal distacco di un pannello interno della vettura: episodio verificatosi sulla linea 30 express mentre il bus percorreva la centrale via Petroselli, davanti all’Anagrafe di Roma, a pochi metri da piazza Venezia. La donna, ferita al capo, è stata immediatamente soccorsa dal personale che ha chiesto l’intervento di un’ambulanza. E un episodio analogo si verificò ancora prima a febbraio, quando un viaggiatore rimase ferito su un bus della linea 061 ad Ostia, anche in quel caso sempre da un pannello che si era staccato all’interno della vettura. Oggi, infine, quest’ultimo incidente che si aggiunge alla poco lusinghiera lista di episodi analoghi, quando ad andare a fuoco è stato un autobus della linea 495 che viaggiava in direzione piazza Fiume. Secondo quanto si è appreso, ad intervenire per primi sono stati carabinieri in borghese del reparto operativo di Roma. I militari, che viaggiavano a bordo di un’auto civetta nella direzione di marcia opposta, hanno notato il fumo fuoriuscire dal mezzo pubblico e sono scesi in strada aiutando i passeggeri a scendere dal bus. In attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, hanno messo in sicurezza l’area per evitare che un’eventuale esplosione del mezzo potesse coinvolgere i passeggeri o i veicoli in transito nella galleria.

In un report lo stato dell’arte dell’Atac

Del resto, a ogni incidente si rinnovano le indagini e tornano a giustificarsi allarmi e promesse che però devono necessariamente fare i conti con il fatto che a Roma, oltre 700 tra bus e tram, restano fermi ogni giorno. O per mancanza di materiali, o perché “sotto i ferri” dei meccanici e lavorazioni varie. Un dato, questo, anunciato e argomentato già qualche tempo fa da Atac che, in una conferenza stampa di qualche mese fa, con il direttore generale Marco Rettighieri e l’amministratore unico Armando Brandolese, illustrò come il parco mezzi dell’azienda disponga di 1.920 bus, dei quali solo 1.303 sarebbero in effettiva circolazione giornaliera. E ancora più drammatica sarebbe poi la situazione dei tram, dove su 164 mezzi sono solo 65 quelli autorizzati a girare per le strade di Roma. Per quanto riguarda i filobus, infine, ne risulterebbero in totale 30, anche se in circolazione dovrebbero essercene appena 12. I 734 mezzi di superficie fermi, fece sapere Atac, sono così ripartiti: 168 sono tram, filobus e bus elettrici non utilizzabili, 230 le vetture ferme per mancanza di materiale e 336 per lavorazioni varie. Insomma, dati alla mano, Atac disporrebbe di un parco mezzi di età molto avanzata rispetto ai competitor italiani ed europei, e a questo andrebbe aggiunto il rapporto complesso con i fornitori, dovuto a sofferenze economico-finanziarie, che costringe l’azienda a tenere fermi in deposito numerosi bus. La promessa, però, è di cambiare presto marcia. E su questa promessa si è giocata buona parte della campagna elettorale in via di chiusura.