Alemanno: “Senza una destra unita siamo destinati a far vincere gli altri”

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In una nota sul suo profilo Facebook Gianni Alemanno torna sui risultati delle amministrative e sulle polemiche innescate da un’intervista di Alessandra Mussolini sul Messaggero, che dice di essersi sacrificata su richiesta di Berlusconi per impedire a Giorgia Meloni di andare al ballottaggi. «Le cose assurde dette da Alessandra Mussolini – scrive Alemanno –  vere o false che siano, non ci riguardano. Francesco Storace e il sottoscritto (in modo più riservato ma non meno insistente) abbiamo offerto il nostro appoggio a Giorgia Meloni con dichiarazioni pubbliche facilmente rintracciabili sul web. Non abbiamo chiesto nulla in cambio. Ma non abbiamo avuto nessuna risposta».

Il rimpianto di Alemanno: “Uniti avremmo portato Meloni al ballottaggio”

L’appoggio della Lista Storace avrebbe avuto un effetto moltiplicatore che avrebbe probabilmente portato la Meloni al ballottaggio e contribuito a convincere anche Berlusconi. Ma il vertice di Fratelli d’Italia (non tutto per la verità, perché qualcuno ha provato a trovare una soluzione) ha scelto di chiudersi a riccio, convinto di poter fare da solo. Anzi, dicevano che il nostro appoggio sarebbe stato controproducente. La scelta su Alfio Marchini è venuta solo dopo, quando – dopo l’appoggio di Berlusconi – sembrava l’unico candidato in grado di andare al ballottaggio. Le cose sono andate diversamente, perché la Meloni é riuscita a fare un’ottima campagna elettorale, sostenuta anche da Repubblica e  da quella parte della sinistra che voleva un centrodestra spaccato a metà». Secondo l’ex sindaco di Roma, «la responsabilità della sconfitta e del ballottaggio tra sinistra e M5S non è né di Storace né di Azione nazionale». «La responsabilità – prosegue Alemanno – è principalmente di Giorgia Meloni e della sua chiusura. Oggi Fratelli d’Italia ha perso la sua grande occasione perché nel resto d’Italia ha raccolto percentuali più basse delle liste civiche da noi presentate (vedi Napoli). Nessuno sembra rendersi conto – conclude la nota su Facebook– che senza una destra unita il destino è quello di continuare andare a rimorchio della Lega e far vincere sinistra o M5S».