Abballa, il killer dei due agenti voleva colpire in Francia già nel 2011

Era il 2011 quando Larossi Abballa, il killer che l’altro ieri notte ha massacrato a coltellate una coppia di due poliziotti francesi , un capitano di polizia di 42 anni e la sua compagna, anch’essa agente di polizia, richiamandosi alle direttive impartire dall’Isis, annunciava chiaramente la sua intenzione di voler colpire gli “infedeli“.
All’epoca 19enne, Abballa dubita della necessità di recarsi fino in Medio Oriente per combattere la jihad ed evoca la possibilità di seminare terrore in patria.
Rivolgendosi a un amico affermò: «Akhii, credi davvero che abbiano bisogno di noi laggiù? Con la sua volontà, Allah ci darà tutti i mezzi di innalzare la bandiera. Qui non si fa nulla, è una sfida da cogliere». Qualche giorno dopo, parlando con Saad, un altro amico, l’idea si fa più precisa: «Bisogna cominciare il lavoro», afferma, ovvero la «pulizia degli infedeli».
Saad, a quel punto, suggerisce di far esplodere Charlie Hebdo ben 4 anni prima dell’attentato da parte dei fratelli Kouachi. Replica Larossi: «Non bisognerà mica aspettare di andare tutti dai fratelli (in Medio Oriente, ndr) e tornare uno alla volta per cominciare…».
Infine, nel marzo 2011, due mesi prima del suo primo arresto, un ultimo messaggio a Saad: «Non ti stupire se lascio Jama’a (il gruppo jihadista al quale apparteneva, ndr) e parto a caccia di infedeli».
Come oramai quasi tutti i terroristi jihadisti, anche Abballa aveva annunciato il suo attacco sui Social, via Twitter. E poi, una volta compiuto il massacro, ha anche realizzato un video che poi ha condiviso su Facebook con i suoi contatti.