Verdini imbarazza il Pd. Gasparri: «Vorrebbero nasconderlo tra le scope»

Denis Verdini è il convitato di pietra della campagna elettorale del Pd. La sua presenza e l’annuncio di appoggiare questo o quel candidato piddino  sono motivi di forte imbarazzo per i renziani. Tant’è che il nome di Verdini è diventato un’arma propagandistica contro Renzi. Ne è ultima riprova la dichiarazione di Giachetti di non aver stretto accordi con il leader di Ala. Il problema è che i voti di Verdini si sono rivelati preziosi per far passare le leggi volute da Renzi: dal ddl Boschi a quello Cirinnà. Renzi vorrebbe fare finta di niente, ma non può. L’ultima polemica, scatenata dal senatore verdiniano  D’Anna che vorrebbe togliere la scorta a Saviano, è di quelle davvero letali.

Mette il dito nella piaga dell’imbarazzo rendiamo il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Il Pd vorrebbe nascondere Verdini & C.  nello sgabuzzino delle scope, ma sarebbe ingiusto ed illusorio. Ingiusto perché senza la pattuglia alata Renzi sarebbe già precipitato al suolo. Al Senato gli eletti nel nome di Berlusconi approdati alla corte renziana sono stati decisivi in molte occasioni per garantire l’approvazione di emendamenti e leggi e per raggiungere quorum obbligatori. Verdini & C. sono essenziali e votano con osservanza renziana alla luce del sole. Illusorio trattare Ala come la polvere da nascondere sotto il tappeto. Il Pd prende i voti per campare ma si vergogna e litiga sull’alato appoggio. Certo, scatti di dignità sono improbabili. Tipo il Pd che dica: siete impresentabili, non ci votate più. O Denis che dica: vi vergognate di noi? E allora scordatevi i nostri voti. Ma non accadrà. La Capacchione abbasserà la testa, Cuperlo sarà mandato in elioterapia antipallore e i riottosi verdiniani porteranno Saviano in processione su una sedia gestatoria. E tutto questo avviene infischiandosene dei poveri elettori. Loro sì, usati e traditi».