Usa e Russia si decidono a marciare su Raqqa, la “capitale” dell’Isis

Sembra che sia la volta buona: partono gli attacchi occidentali ai santuari dell’Isis. Miliziani delle unità di autodifesa curde (Ypg) e combattenti arabi delle Forze democratiche siriane sostenute dagli Usa e dalla Russia hanno avviato un’offensiva dal nord della Siria in direzione di Raqqa, la roccaforte dell’Isis nel Paese. Lo hanno riferito fonti curde citate dal sito curdo-iracheno Rudaw. Ma per ora, precisa la televisione panaraba Al Jazira, i combattimenti si svolgono in una regione una sessantina di chilometri a nord di Raqqa. L’offensiva è stata lanciata da tre direzioni, secondo una fonte delle Forze democratiche siriane. «All’inizio – ha aggiunto – i nostri miliziani avanzeranno sui villaggi del Piccolo Fatse, il Grande Fatse e Tishi per ripulirli dalla presenza dei jihadisti dell’Isis». La fonte ha aggiunto che l’avanzata avviene con la copertura aerea della Coalizione internazionale a guida americana. «Il nostro obiettivo – ha concluso – è di liberare Raqqa, come è stato richiesto diverse volte dalla popolazione della città». Raqqa, situata sulle sponde dell’Eufrate 160 chilometri a est di Aleppo, è la “capitale” dello Stato islamico in Siria dall’estate del 2014. Dal settembre di quell’anno la Coalizione a guida Usa compie bombardamenti sulle postazioni dell’Isis nella regione.

Le truppe della coalizione minacciano Raqqa

La Russia e gli Usa hanno finalmente deciso di coordinare gli sforzi nella lotta al terrorismo in Siria e i dettagli pratici sono al momento in discussione fra i ministeri della Difesa dei due Paesi. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov sottolineando come l’accordo non sia arrivato subito, ma si sono dovute superare le “resistenze” da parte americana. Mosca e Washington fino adesso hanno infatti solo “scambiato informazioni”. Lo riporta Interfax. E finora la coalizione con la Russia ha funzionato ottimamente: l’esercito siriano e l’aviazione russa hanno eliminato 28.000 jihadisti dell’Isis e di Jabhat al-Nusra dall’inizio dell’intervento russo in Siria lo scorso settembre, mentre altri 5.000 sono stati uccisi dalla coalizione a guida Usa negli ultimi due anni: lo sostiene il numero due del Consiglio di sicurezza russo, Ievgheni Lukianov, citato dalla Tass. «Secondo le nostre stime – ha dichiarato Lukianov – all’inizio della nostra operazione Jabhat al-Nusra e Isis avevano circa 80.000 miliziani».