Trump alza il tiro: «I clandestini? Faranno un altro 11 settembre»

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Secondo il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump i rifugiati in arrivo da zone in guerra compiranno un attacco terroristico negli Usa paragonabile all’11 settembre. Lo ha detto in un’intervista radiofonica ripresa da Buzzfeed News. «Ci saranno attacchi inimmaginabili, attacchi compiuti da quelle persone che stanno entrando adesso nel Paese». Il tycoon ha spiegato di non avere dubbi, anche perché, ha insistito, «i rifugiati che arrivano hanno con sé telefonini con sopra la bandiera dell’Isis. Chi paga per il loro abbonamento?». Pochi giorni fa Trump aveva detto che «bandire i musulmani dagli Stati Uniti è solo un suggerimento», ammorbidendo un po’ la posizione su una delle sue proposte più criticate. «Abbiamo un problema serio e si tratta di un divieto temporaneo – ha spiegato in un’intervista a Fox – non è ancora stato chiesto, è solo un suggerimento, fino a quando non capiremo come comportarci». In realtà quando aveva proposto di vietare ai musulmani l’ingresso negli Usa, infatti, era stato piuttosto esplicito: «Trump chiede uno stop totale all’entrata dei musulmani negli Stati Uniti – aveva detto – fino a quando i rappresentanti del nostro Paese avranno capito cosa stia succedendo».

Obama, Cameron, Khan, tutti contro Trump

E dopo la Clinton, adesso anche Londra prende chiaramente posizione contro il candidato repubblicano: «Gli Stati Uniti potrebbero non avere una buona relazione con la Gran Bretagna nel caso in cui Donald Trump diventasse presidente». Lo ha detto lo stessoTrump, affermando di essere offeso per quanto detto dal premier David Cameron, che ha definito come stupidi i suoi commenti sui musulmani, e dal nuovo sindaco di Londra, Sadiq Khan, che lo ha accusato di avere una visione ignorante dell’Islam. Alle parole di Trump hanno risposto i portavoce del premier e del primo cittadino, che non intendono ritirare le loro affermazioni. E dopo Londra, anche Obama entra a gamba tesa: a una platea di 12mila laureati della Rutgers University in New Jersey, il presidente degli Stati Uniti illustra la sua visione del mondo come antitetica a quella di Donald Trump che ambisce a succedergli alla Casa Bianca. Non menziona mai per nome il tycoon candidato per la nomination repubblicana, ma lo incalza sui suoi cavalli di battaglia elettorali affermando che le sfide di un mondo in rapido cambiamento non si affrontano alzando muri. «Non sarà un muro a fermarli», ha detto Obama, «il punto è che per aiutare noi stessi abbiamo bisogno di aiutare gli altri, non chiudere il ponte levatoio per tenere il mondo fuori», ha detto Obama. «In politica e nella vita l’ignoranza non è una virtù»… ha concluso.