Thyssen, richiesta di annullare le condanne: l’ira dei parenti delle vittime

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Il sostituto pg della Cassazione, Paola Filippi, ha chiesto di annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo Thyssen, per rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il “no” alle attenuanti per quattro degli imputati. Per il pg serve un terzo processo di appello. Dopo aver ascoltato le richieste della procura della Cassazione, che ha chiesto di annullare le condanne e un processo ter, i familiari delle vittime del rogo alla Thyssen di Torino, sono usciti dall’aula in segno di protesta. Alcune madri, sorelle e moglie sono scoppiate in lacrime. Altri hanno gridato “venduti” all’indirizzo dei giudici e sono stati invitati alla calma da carabinieri e poliziotti. «Le richieste della procura sono per noi tutti un fulmine a ciel sereno e lo stesso vale per il rischio che i due imputati tedeschi, che sono poi i principali responsabili del rogo alla Thyssen, possano scontare in Germania una pena dimezzata», ha commentato Antonio Boccuzzi, operaio superstite del rogo alla Thyssen e deputato Dem, commentando le richieste del pg della Cassazione. «Sarebbe paradossale – ha proseguito Boccuzzi – che l’amministratore delegato di Thyssen, che in primo grado era stato condannato per omicidio volontario, adesso possa ottenere in Germania una pena addirittura inferiore a quella degli altri coimputati italiani. A fronte di questo rischio – ha concluso – è ancora più profonda la nostra delusione per l’annullamento della sentenza di primo grado».