Il tesoriere dei Radicali: non abbiamo più soldi e tra noi è in atto uno scisma

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«L’eredità di Marco sono le sue lotte politiche, dunque andrà a chi le porterà avanti», Marco Pannella «non aveva più niente. Si è venduto tutto per il partito, per finanziare la politica. Nella cassa del partito c’è un milione di euro, in debiti. Non c’è una guerra attorno alle spoglie di Pannella, c’è un dissesto manifesto». Lo afferma al Corriere della Sera, Maurizio Turco, tesoriere del Partito Radicale che alla domanda se Pannella ha lasciato testamento, fa sapere: «Anche se ci fosse riguarderebbe Marco Pannella, i suoi pacchetti di sigarette, le sue cravatte e due buchetti a Riccione che non ha fatto a tempo a vendere e che andranno ai parenti. E così è finito il patrimonio di Pannella».

Turco: «Pannella non ha lasciato nulla. Nel partito c’è uno scisma»

Sulla radio, la sede e i simboli, Turco spiega: «La “roba” è intestata a una associazione, che si riunirà e deciderà. Siccome gestivo con lui e sui miei atti c’è la sua firma, Marco non mi ha lasciato detto niente. Ci riuniremo per eleggere il nuovo presidente». Nei radicali, fa anche sapere, è in atto «più che una scissione, uno scisma. Noi abbiamo offerto un disarmo unilaterale. Loro hanno deciso di fare altro». Alla domanda se ce l’abbia con Riccardo Magi, Marco Cappato e anche con Emma Bonino, Turco ha replicato: «Con quelli che dicono di aver vinto il congresso. Ci sono due linee politiche contrapposte. C’è un gruppo che si è coagulato attorno a Magi, Cappato e a Valerio Federico. Ora parlano di unità, ma su cosa? Dovremmo mettere in piedi il partito che loro volevano fare e Marco non ha mai voluto? Come può essere ricomponibile, dopo due anni e mezzo?». Infine, su Emma Bonino ha aggiunto: «Lui la chiamava e lei lasciava squillare, le mandava messaggi e non rispondeva».