Terrorismo, Salvini: «Manteniamo migranti che sono bombe umane»

La visita il Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari non fa confermare i dubbi e le denunce che ormai da tempo Matteo Salvini rilancia sulla questione migranti, strettamente connessa al rischio terrorismo islamico e al dramma quotidiano di una difficile convivenza. «Bari è a rischio, come l’Italia è a rischio: noi stiamo mantenendo centinaia di potenziali bombe umane alle quali paghiamo colazione, pranzo e cena, e che in cambio preparano attentati. Non è possibile», ha detto, tra l’altro, il leader della Lega Nord parlando con i giornalisti nel centro di Bari dove è stato accolto anche da molti dei suoi sostenitori. E dove, dopo una veloce visita per gli spazi del Centro d’accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari, il leader leghista in trasferta pugliese dopo  il provvedimento di fermo della Dda barese per tre presunti terroristi (uno bloccato e due fuggiti probabilmente in Afganistan), ospiti del Cara di Bari-Palese, ha ribadito: «In quel centro – ha detto tra gli applausi della folla – stiamo mantenendo più di mille clandestini».

Salvini al Cara di Bari: «Su 1.200 migranti, 1.000 sono qua da clandestini»

Dunque, nel caos di arrivi, sbarchi e controlli. Nel miscuglio ormai indistinto di migranti, rifugiati e profughi, Matteo Salvini sostiene, ancora una volta, di avere le idee decisamente chiare. E allora, accogliere con tutti i crismi che è drammaticamente – e realmente – in fuga dalla guerra. Espellere, di contro, chi semplicemente proviene da altre realtà, e che non è più possibile continuare a mantenere in giro per le strade italiane a fare nulla: questa la proposta del leader del Carroccio, fresco reduce da un’illiminante visita al Cara di Bari. Questa la linea da seguire, secondo Salvini, per arginare il dramma che si rinnova ormai quotidianamente dell’immigrazione, e che stringe sempre di più il Bel Paese nella morsa dell’accoglienza coatta. Come? Partendo, per esempio, da una operativa distinzione tra «rifugiati veri» e «rifugiati falsi», perchè – ha dichiarato il numero uno della Lega Nord – «non è possibile tenere per mesi persone che non scappano da nessuna guerra a non far nulla, nella migliore delle ipotesi, a far casino nella peggiore». Non solo: cita dati, elenca numeri, si appella alla realtà che lo circonda e di cui Salvini torna a denunciare inadempienze governative, vuoti legislativi, incoerenze gestionali, drammaticità dei risvolti quotidiani nelle amministrazioni locali. «Accogliere chi scappa dalla guerra è sacrosanto – ha aggiunto allora il leader leghista – ma qui dentro c’è gente che arriva dal Bangladesh, dal Marocco, dalla Tunisia, da Paesi che in guerra non sono. Bisognerebbe distinguere in fretta i rifugiati veri dai falsi. I rifugiati “veri” non tenerli qui dentro, ma accoglierli con tutti i crismi; mentre quelli che non scappano da nessuna guerra espellerli: perché su 1200 ospiti presenti a Bari, stando ai numeri che mi hanno dato, più di mille sono qua da clandestini».

Salvini sui migranti: «In centinaia in giro in città a far che?»

E allora, a proposito di contraddizioni e conseguenze, «il sistema non funziona», dichiara Salvini in uno dei passaggi della sua disamina sullo stato dell’arte dopo aver visitato il Cara di Bari-Palese, per poi proseguire: «Di qui partì Kabobo che poi andò a Milano e fece quello che fece; da qua partì uno dei presunti terroristi arrestati, al quale addirittura lo Stato ha dato la protezione internazionale». E ancora: «Ci sono 1200 ospiti – ha detto proseguendo il suo discorso il leader leghista – di cui più di 1000 uomini che durante il giorno bivaccano dentro Bari, di cui a solo il 15% viene riconosciuta la protezione o l’asilo politico. Il che significa che ci sono centinaia di persone che non avranno nessun tipo di diritto, ma che per mesi, o per anni, staranno qui dentro facendo ricorso su ricorso. Hanno a disposizione l’ambulatorio 24 ore su 24, la mensa, il biliardo, il biliardino, la moschea, la palestra». Non solo: «All’interno – ha concluso Salvini – abbiamo incontrato gli operatori, abbiamo visto i ragazzi fare la coda per prendere i 3 euro e mezzo con cui poi si possono comprare le schede telefoniche, i palloni, i preservativi, le sigarette. A quest’ora c’è poca gente dentro perché sono tutti i giro. La domanda da cittadino che mi pongo alora è: sono in giro per Bari, a fare che cosa?»…