Tassista ubriaco uccide a bottigliate l’oste di una vineria vicino al Vaticano

Era conosciuto e benvoluto da tutti nel quartiere. La sua vineria vecchio stile “Vino e Olio” al civico 17 di via Premuda, ad appena duecento metri dalla cittadella giudiziaria che ospita il Tribunale, la Corte d’appello e la Procura di Roma, era molto frequentata e rappresentava un punto di riferimento per le famiglie della vecchia borghesia che popola il quartiere Prati a ridosso del Vaticano. Ieri Nino Sorrentino, 76 anni, ha tirato su per l’ultima volta la serranda del suo negozietto che, nonostante tutto, era riuscito in tutti questi anni a resistere all’assalto di jeanserie e locali alla moda. Colpito da alcune bottigliate alla testa e al collo sferrate da un tassista ubriaco trentenne di origini brasiliane, Joelson BernasconiSorrentino è stato trovato in una pozza di sangue. Soccorso, è stato trasportato con urgenza all’ospedale Santo Spirito e lì è deceduto questa mattina.
Il tassista, ancora ubriaco, è stato poi rintracciato e bloccato dai carabinieri della compagnia Trionfale dopo un complicato e rocambolesco inseguimento che ha anche portato al ferimento di un carabiniere, investito dallo stesso tassista nel tentativo di sottrarsi alla fuga.
Rintracciato una prima volta, infatti, Joelson Bernasconi ha travolto il militare che era sceso dall’auto per raggiungerlo ed è fuggito inseguito dalle pattuglie dell’Arma che sono riusciti a bloccarlo definitivamente in via Trionfale, all’altezza di via Carlo Evangelisti, a circa un chilometro e mezzo dalla vineria teatro della violenta aggressione a Nino Sorrentino. Il tassista è stato poi arrestato con l’accusa di omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni visto che il carabiniere investito è stato refertato con sette giorni di prognosi.
Ancora sconosciuti i motivi che hanno portato il tassista a uccidere a bottigliate l’oste. Dietro l’omicidio del 76enne potrebbe esserci una lite pregressa o una discussione nata perché il gestore si è rifiutato di servire alcolici al cliente ubriaco. Sono queste alcune delle ipotesi al vaglio degli inquirenti che non hanno, al momento, altri elementi visto che in quel momento – era circa mezzanotte – nel locale non c’erano testimoni. A dare l’allarme alcuni abitanti che hanno sentito le urla strazianti dell’anziano ricoverato poi in ospedale gravissime condizioni. Sorrentino, nonostante le gravi ferite che lo hanno poi portato alla morte, è riuscito a dare alcune informazioni che hanno consentito ai militari di bloccare il presunto responsabile. Al momento dell’arresto il tassista era ancora ubriaco e sporco di sangue. Sulla sua pagina Facebook, fra una carrellata di supercar Bugatti e un inno al Black Power c’è una pagina con tutte le foto segnaletiche della Banda della Magliana.