Smaltite le prime ecoballe della Campania: son costate 2 miliardi di euro

Ore 11.25, il lungo braccio della benna preleva delicatamente la prima ecoballa, il grande “pacco” da una tonnellata di rifiuti imballati. E lentamente lo carica sul cassone di un camion. Ci vuole molta prudenza. La plastica bianca che contiene i rifiuti è deteriorata e si vede il contenuto: un miscuglio di rifiuti ancora umidi malgrado gli anni trascorsi. Altro che rifiuti tritati, vagliati ed essiccati! Anche per questo tutto è controllato dall’alto con un drone bianco. Comincia così l’operazione per smaltire i sei milioni di ecoballe, ammassate in enormi piramidi tronche su 130 ettari, disastrosa eredità dell’interminabile emergenza rifiuti in Campania, si legge su “Avvenire“.

Per De Luca si tratta de “la più gigantesca opera di bonifica mai realizzata”

«È un evento storico – proclama il governatore della Regione, Vincenzo De Luca -. Vorremmo che da qui arrivasse all’Italia il messaggio di un Sud che combatte, non si arrende, lavora con rigore spartano per realizzare la più gigantesca opera di bonifica mai realizzata, con legalità e contro la camorra. Sul campo e non nei salotti». E promette: «Comincia qui l’operazione per cancellare la Terra dei fuochi che diventerà Terra dei fiori, del lavoro, dell’operosità». Evento e storia di scandali. Con seguito di denunce e polemiche. E lo conferma la presenza in massa delle Forze dell’ordine, elicottero compreso. Più vigili del fuoco e ambulanze. Anche perché misteri e leggende accompagnano la vicenda delle ecoballe e del loro contenuto. Cosi i due operai che con braccio meccanico vengono issati fino in cima alla prima piramide che sarà smaltita indossano tute bianche, elmetto giallo, guanti e mascherina. Non si mai… A loro tocca aprire con un affilato taglierino a mano il pesante telone nero che copre le ecoballe. Eccole, dunque, schiacciate dagli anni (le più vecchie sono qui dal 2001) e dal pessimo o inesistente trattamento.

Le ecoballe ci sono costate 1,5 miliardi di euro

Questo luogo, tra i comuni di Villa Literno e Giugliano, località Lo Spesso e Taverna del Re, è la rappresentazione concreta di uno spreco di 1,5 miliardi. Ora saranno spesi 450 milioni per smaltire tutto, finanziamento per il quale il governatore ringrazia pubblicamente Renzi: «Ha avuto coraggio. È il primo vero finanziamento per il Sud dopo tanti anni». Oltre un milione di ecoballe finiranno in impianti all’estero, due milioni, dopo un trattamento, saranno utilizzati come combusibile nei cementifici, altri due milioni dopo differenziazione e inertizzazione serviranno per il recu pero delle cave dismesse, altro gravissimo disastro ambientale campano. In tutto ci vorranno due anni e mezzo. Si comincia oggi coi primi camion che però non si sa bene dove andranno. Quasi “top secret”, probabilmente per evitare possibili contestazioni visto che in attesa del via libera di Romania, Bulgaria, Spagna e Portogallo, Paesi destinatari dei rifiuti, le prime ecoballe saranno portate in siti di trasferenza in Italia. «Sicuramente non vanno in Campania», assicura De Luca. «Vanno in impianti autorizzati» si limita a dire un tecnico.