Siria, attentati a raffica dell’Isis vicino base navale russa: oltre 100 i morti

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La prima a parlare delle stragi a ripetizione che si sono susseguite in Siria in queste ultime, concitate ore, è l’agenzia governativa Sana che denuncia tempestivamente la morte di almeno 45 persone, uccise a seguito di diverse esplosioni in una località siriana vicina alla base navale russa di Tartus, sul Mediterraneo. Ma da una mezz’ora all’altra, le agenzie aggiornano la notizia a quello che sembra l’ultimo, tragico, concatenarsi di eventi: e il bollettino delle stragi, drammaticamente provvisorio, parla a un certo punto di almeno 60 vittime uccise in tre attentati suicidi che si sono succeduti nella provincia di Latakia, sulla costa mediterranea della Siria, dove è situata la base navale russa.

Siria, raffica di attentati kamikaze: oltre 100 i morti

Ma non è ancora finita. E a ridosso di quanto registrato dall’agenzia governativa Sana, che non ha ancora finito di parlare di 45 persone uccise in due esplosioni, a Jableh, la località più vicina alla base, il corrispondente locale della Tv Al Manar degli Hezbollah precisa che gli attacchi sono stati compiuti da due attentatori kamikaze, aggiungendo che un terzo si è fatto esplodere a Tartus, uccidendo almeno altre 20 persone. Poi, l’ultimo drammatico aggiornamento: quello che si deve alla televisione panaraba Al Jazira, che ha appena annunciato: «Sono oltre cento le persone uccise in tre attentati suicidi avvenuti oggi a Tartus e nella vicina località di Jableh, sulla costa mediterranea della Siria, vicino ad una base navale russa. E nel giro di pochi minuti arriva anche la firma delle stragi: l’Isis, infatti, ha appena rivendicato la raffica di attentati kamikaze che ha provocato la morte di almeno 100 persone nella provincia di Latakia. Stavolta, a renderlo noto, è l‘Amaq, l’agenzia di stampa del califfato…

Sette i kamikaze che si sono fatti esplodere nella regione di Tartus

Poi, l’aggiornamento che – sembra – conclusivo: quello che aggiorna alla notizia che sarebbero stati almento sette i kamikaze che si sono fatti esplodere nella regione di Tartus, sulla costa mediterranea della Siria, vicino ad una base navale russa, in una serie di attacchi rivendicati dall’Isis. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), parlando di almeno 101 morti finora accertati. Citando testimoni locali, l’Ondus precisa che almeno 48 persone sono state uccise a Tartus dall’esplosione in un parcheggio di un’autobomba condotta da un attentatore suicida, e poi da altre due nelle vicinanze provocate da altrettanti kamikaze che hanno azionato i giubbetti esplosivi che indossavano. A Jableh, invece, circa 50 chilometri a nord, i morti sono almeno 53. Qui un’altra autobomba condotta da un kamikaze è esplosa in un parcheggio e poi tre attentatori suicidi si sono fatti saltare in aria nella stessa area, nei pressi della società dell’energia elettrica e di un ospedale.