Il sindaco di Ventimiglia si autosospende dal Pd: mi hanno lasciato solo

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Il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano e gli 11 consiglieri di maggioranza, tutti del Pd, si sono autosospesi dal partito di Matteo Renzi in segno di protesta per la situazione drammatica che continua a vivere la cittadina ligure di frontiera, abbandonata dalle prefetture e dal governo di Roma, per l’emergenza immigrazione.  Ad annunciare la decisione presa è stato il segretario cittadino del Pd, Domenico Casile. «Ci sospendiamo dal partito contro la mancata posizione a livello politico da parte degli organi centrali e regionali del Pd e del governo, per risolvere la questione migranti a Ventimiglia», ha detto. Dopo mesi di braccio di ferro il sindaco Ioculano è riuscito a ottenere la chiusura del centro di accoglienza ma i migranti restano accampati ovunque, vivono nel degrado e senza assistenza. «Ci troviamo di fronte a un’emergenza di tipo umanitario, ho comunicato la decisione di autospendermi al circolo», ha detto il sindaco di Ventimiglia, che un anno fa occupò le cronache dei quotidiani con le foto choc di centinaia di immigrati accampati sugli scogli.

Ventimiglia, il sindaco: il governo non fa nulla

Dopo la visita del ministro dell’Interno Angelino Alfano, avvenuta il 7 maggio scorso, il centro di accoglienza della stazione ferroviaria è stato chiuso, come chiedeva il primo cittadino, ma la situazione non è cambiata. «Il ministro –  ricorda il sindaco di Ventimiglia – si era impegnato a risolvere il problema migranti, facendo identificare e trasferire dalle forze di polizia gli stranieri rimasti in città, e a bloccare i nuovi arrivi al confine, intervenendo già sui treni». Ma con il centro chiuso nulla è cambiato e ora un centinaio di migranti vive, senza condizioni igieniche, in un accampamento curato dai “No border” sul greto del fiume Roja, con la Caritas che distribuisce pasti. Nei mesi scorsi, il Pd di Ventimiglia e il sindaco avevano più volte scritto dal presidente del Consiglio  e al commissario del Pd Ligure David Ermini chiedendo aiuto. «Ci aspettavamo un comportamento diverso da un governo amico», dice Casile. Per smantellare la tendopoli del Roja il sindaco dovrà ora emettere un’ordinanza di sgombero per motivi igienico sanitari.