La schedina compie 70 anni: quando gli italiani sognavano il 13 al Totocalcio (VIDEO)

FacebookPrintCondividi

Le hanno reso omaggio in tanti, dal mondo del cinema a quello della musica. Da Totò, con una delicata e poco nota poesia, a Claudio Baglioni con la canzone 1X2. La schedina del Totocalcio compie 70 anni il 5 maggio. L’intuizione l’ebbe un giornalista sportivo triestino, della Gazzetta, Massimo Della Pergola, finito in un campo di prigionia in Svizzera. Fu lì che sviluppò l’idea di un passatempo popolare che avrebbe finanziato la rinascita dello sport italiano e fatto innamorare un Paese intero. Insieme ai colleghi Fabio Jegher e Geo Molo fondò la SISAL (Sport Italia Società A responsabilità Limitata), con una schedina inizialmente di 12 partite, e i vincitori con 12 e 11 punti. Di quel primo foglietto colorato si stamparono 5 milioni di copie ma se ne giocarono appena 34 mila. Per sbarazzarsi di quella montagna di carta, alla Sisal decidono di distribuire le schedine inutilizzate ai barbieri: serviranno a pulire i rasoi. Giocare una colonna costava allora 30 lire, il prezzo di un bicchiere di Vermouth, e per molti diventa subito un veicolo spicciolo per realizzare sogni, grandi e piccoli: comprarsi casa, ripianare i debiti, fare un viaggio in capo al mondo. Il primo vincitore fu Emilio Blasetti, che incassò 463.846 lire, grazie a una successione di sei X di fila. Dopo un iniziale scetticismo, il successo arrivò travolgente ed in pochi mesi le giocate toccarono le 13 milioni di colonne, una ogni tre abitanti.

La schedina record nel 1993: ai vincitori 5 miliardi

L’italiano del Dopoguerra era affamato certo di passione per il calcio, ma anche e soprattutto delle lire. Che si tratti di un’intuizione geniale lo capisce anche il governo che due anni più tardi, è il 1948, nazionalizza la schedina, ribattezzata Totocalcio, diventata troppo ghiotta perché lo Stato rinunci a guadagnarci sopra. Il Totocalcio è una droga di sogni e di passioni e negli anni Ottanta e Novanta arriva a distribuire fino a mille miliardi di lire ogni stagione. L’anno dei record è il 1993: la vincita più alta in assoluto è quella del 7 novembre, quando tre schedine con un 13 e cinque 12 giocate a Crema, Patti Marina (Messina) e in un autogrill sulla Napoli-Salerno, regalano ai loro possessori 5.549.756.245 lire. Poi il declino inesorabile: la moltiplicazione dei concorsi (sull’onda del successo erano nati Totogol e Intertoto), i montepremi astronomici del Superenalotto e la legalizzazione delle scommesse, i “Gratta e Vinci” e quell’immenso tavolo da gioco che è Internet. La “domenica nera” è del 24 agosto 2003: la schedina registra il premio più basso della sua storia, con 55mila “14” e due euro di premio ciascuno. Da allora la discesa è stata verticale: la schedina ha 70 anni e li dimostra tutti.