Salvini a testa bassa: «Dopo i campi rom, abbatteremo i centri sociali»

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“Cinque zecche  non mi mettono paura, dopo i campi rom con la ruspa abbatteremo i centri sociali. Andate a farvi le canne da qualche altra parte”. Matteo Salvini risponde così dal palco di piazza della Repubblica, a Battipaglia, a un gruppo di giovani che lo contesta durante un comizio per il candidato sindaco Marchetta. “Significa che stiamo dando fastidio a qualcuno. Ma forse voi non avete i problemi della legge Fornero. Se andremo al potere noi aboliremo questa legge infame”.  Il clima, a Battipaglia, è teso da ieri. Sul palco cui Salvini tiene il comizio, sono stali lasciati escementi nella notte.  L’area antagonista aveva fatto sapere da tempo di volersi mobilitare, e quindi a vigilare sulla manifestazione di piazza della Repubblica c’è un ingente schieramento di polizia e carabinieri. Prima dell’arrivo dei politici è stato necessario ripulire il palco. Salvini, giunto in anticipo rispetto al previsto, è stato accolto da applausi dei sostenitori di Marchetta: una signora di nome Anna ha voluto farsi fotografare con il leader della Lega reggendo un cartello con la scritta “Salvini mitico”. Poi sono partiti i fischi e le contestazioni da parte degli estremisti di sinistra.

Salvini, nel suo comizio, batte sul tasto dell’immigrazione. “Di immigrati ne sono abbastanza. Il numero che possiamo accogliere è zero da adesso in poi”. “Con il 40% di concittadini disoccupati – continua Salvini – il lavoro va dato prima agli italiani che hanno bisogno. Se quel signore lì (dice riferendosi a un contestatore, ndr) vuole riempirsi di clandestini, allora portateli tutti a casa sua. Può anche offrigli cornetto e caffè la mattina, ma paghi lui”.

Durante il comizio  alcuni contestatori sono stati allontanati dalle forze dell’ordine. Vivaci confronti verbali tra manifestanti pro e contro Salvini, con le pattuglie impegnate in un caso a fare cordone per evitare che la lite degenerasse.